Elettronica – Audio HIFI

dal 1978 a Vittoria RG

Apple Watch a Milano.

Apple-Watch-display-Salone-Del-Mobile-Design-photo-001[1]Sempre più imminente l’arrivo dello smartwatch di Cupertino che si inserisce, come fiore all’occhiello, nel recente salone del mobile di Milano ospitato nel ristorante di Cracco. Apple, arredamento e cucina.

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Jony Ive, Senior Vice President Design di Apple presenta, a milano, l’anteprima di Apple Watch sottolineando il legame con una estetica ricercata e una funzionalità essenziale, cosa che l’accomuna a un buon prodotto di design come può essere un elemento d’arredo.

I “commensali” hanno potuto “assaggiare” con mano l’indossabile di Apple, che ha messo su banco di prova le 3 versioni del device, compresa la Gold Edition da 17mila euro circa.

Tantissimi gli apprezzamenti riguardo peso, estetica e qualità.

Per approfondimenti:  http://electrosoundmangione.it/?s=apple+watch

 

Architetture ad assetto variabile e packaging.

Architetture ad assetto variabile

I ricercatori dell’università IAAC di Barcellona in Spagna stanno sperimentando strutture auto-determinanti tecnicamente “ad assetto variabile” capaci cioè di adattarsi a situazioni sempre diverse. Tali strutture sono basate su moduli triangolari legati da nodi basati su un polimero capace di memorizzare una forma definita. La lega metallica  alla temperatura di 62 gradi celsius “ammorbidisce” i nodi per il tempo necessario alla modificazione della forma per poi raffreddarsi e quindi “indurirsi” e ristabilire la rigidità. La struttura ricorda quella degli origami, passatempo preferito da grandi e piccoli nel Sol Levante, versatile e pratica nella costruzione di particolari superfici anche in architettura. Vi lascio al video (fonte euronews):

[iframe id=”http://it.euronews.com/embed/289814/” align=”center” mode=”normal” autoplay=”no” maxwidth=”698″]

Ecco qualche link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Assetto_variabile

http://it.wikipedia.org/wiki/Lega_a_memoria_di_forma

Official site: http://www.iaac.net/

 Universal Packaging System “UPACKS”

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Ecco quello che hanno creato i tipi di Yanko Design, un design funzionale e intelligente, in ambito packaging, con un richiamo alle tecniche origami unite a tecnologie avanzate, un sistema modulare a base triangolare in grado di fornire versatilità e risparmio sia economico che spaziale. L’evoluzione della filosofia Ikea, con i suoi pacchi piatti, per tutto. O quasi.

Designer: Patrick Sung

Official site: http://www.yankodesign.com/2010/04/20/ups-universal-packaging-system-recyclable-corrugated-cardboard-sheet-by-patrick-sung/

Microsoft HoloLens, “realtà aumentata” da Redmond.

microsoft-hololens-183549Ed ecco la novità in casa Microsoft, HoloLens. Un visore per gli ologrammi, “antenato etimologico” di realtà aumentata, progettato in quel di Redmond per il mercato consumer. Creativi, video giocatori e addetti ai lavori fatevi avanti! Microsoft ha bisogno di sviluppatori, volenterosi e “volontari”!

HoloLens

9k-1-1 Microsoft HoloLens presentato, insieme ad altre novità, al keynote del 11-1-15 da Microsoft viene annunciato come un device che è già realtà. La definizione “lente olografica” è in realtà un espediente per slegarsi da quel filone aperto da Google con i suoi Google Glass e la realtà aumentata. Ad essere più precisi il visore di Microsoft viene presentato come capace di “leggere” gli ologrammi proprio per la funzione adattiva a qualunque superfice, oggetto o situazione. Insieme al visore sono stati presentati diversi elementi che comporranno il panorama Windows. Il sistema “Continuum” che rende uniformemente adattabile un sistema troppo frammentato in passato, Windows 10 per smartphone con alcune novità su centro notifiche e interfaccia, le app universali come “Collection” “Calendario” “Mail” e nello specifico di XBOX con una nuova app dedicata. Surface Hub dedicato ai creativi e alle aziende per il lavoro in gruppo. E naturalmente Cortana.

futuro touch-less

z-3-1 Microsoft innova. Lo fa con grandi aspettative e sorprendendo un pubblico oramai scettico riguardo alcune scelte fatte in passato. La sua missione, o quella delle major tecnologiche, è l’annullamento delle interfacce fisiche a beneficio di un approccio quasi totalmente libero e senza l’uso di input tradizionali. Il touch-less è la nuova frontiera che Microsoft ha oltrepassato, almeno concettualmente, richiamando l’attenzione di sviluppatori e un mercato consumer forse non ancora pronto.

come funziona

microsoft-hololens-2 Microsoft HoloLens is the first holographic computer running Windows 10. It is completely untethered – no wires, phones, or connection to a PC needed. Microsoft HoloLens allows you to pin holograms in your physical environment and provides a new way to see your world. Gli ologrammi di Microsoft HoloLens sono già compatibili con Windows 10, non ci sono fili né connessioni per interfacciarsi ad un terminale.Il resto è messaggio pubblicitario.

Microsoft HoloLens features see-through, holographic, high-definition lenses and spatial sound so you can see and hear holograms in the world around you. Complete with advanced sensors and a new Holographic Processing Unit (HPU) that understands the world around you, Microsoft HoloLens is able to run without any wires while processing terabytes of data from the sensors in real-time.

Microsoft HoloLens è dotato di lenti olografiche trasparenti ad alta definizione e suono ambientale in modo da rendere immersivi gli ologrammi che ti circondano. Dotato di sensori avanzati, un sistema di nuova generazione su chip e una Holographic Processing Unit (HPU, Unità di elaborazione olografica) completamente nuova in grado di comprendere le azioni e il mondo circostante, Microsoft HoloLens può funzionare senza cavi durante l’elaborazione di terabyte di dati riceduti dai sensori in tempo reale. Inserendo ologrammi tridimensionali nel mondo circostante, Microsoft HoloLens fornisce una nuova visione della realtà in grado di distinguere ciò che si sta osservando e dicendo con le mani e la voce. Posizionando la persona al centro dell’esperienza informatica, Microsoft HoloLens consente di creare, accedere a informazioni, divertirsi e comunicare in modi nuovi ed entusiasmanti.

the future of Microsoft

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Official Site: http://www.microsoft.com/microsoft-hololens/en-us

Cicret bracelet, wereable – addio smartphone?

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Nessuna vera innovazione a essere sinceri, questo wearable racchiude alcune delle tecnologie che sono presenti in altri device, la genialità sta proprio in questo. In fase concept, (un prototipo del braccialetto dovrebbe essere presentato nel giro di poche settimane) con l’obbiettivo di messa in commercio per giugno di quest’anno e tante buone speranze nel riuscire a emergere tra i fratelli maggiori del settore auguro buon anno ai ragazzi di Cicret! (e a tutti voi!)

addio smartphone?

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Con Cicret bracelet si sostituisce effettivamente lo smartphone nell’uso quotidiano. Un concept questo, cui ambiscono tutti i device wearble, almeno in parte, per cui indossando un bracciale o uno smartwatch si delega la funzione di interfaccia con i nostri smartphone a schermi sempre più piccoli e poco pratici da usare (vedi le varie smartband). Il sistema che annuncia Cicret però sembra differente. Ciò che si vede nell’immagine sopra è sorprendente! E, premesso che potrebbe far venire alcuni dubbi, il meccanismo è semplice ed efficace.

proiezioni, ologrammi e fantasmi

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Vediamo come funziona questo gioiellino wearable. Un micro proiettore proietta l’immagine dell’interfaccia (proietta ma non è un ologramma) dello smartphone sul vostro polso, trasformandolo di fatto in uno schermo touchscreen. Quando premete col vostro dito sull’interfaccia interrompete uno dei fasci di prossimità. Questi otto fasci, una volta interrotti, inviano l’informazione al processore presente nel braccialetto sapendo esattamente dove avete premuto. Oltre il microproiettore, i sensori di prossimità e il processore nel Cicret sono presenti un’accelerometro, memory card + rom, componente per la vibrazione, porta micro usb, Bluetooth, wifi, led, pulsante di scatto e batteria. Disponibile (all’uscita) in due versioni da 16 e 32 GB e 10 colori.

be colorful

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I creatori hanno dato il via ad una raccolta fondi sul proprio sito, sono arrivati ad un esiguo 16 %, per auto finanziare il progetto e realizzare il primo prototipo di Cicret bracelet servono 700 mila euro. Le donazioni di un euro sono ben accette. Insomma un oggetto di design che unisce indossabilità e un certo insieme di innovazioni niente male ad un costo di 300 dollari (all’uscita). Vi lascio al video.

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Official site: http://www.cicret.com/wordpress/

 

 

Windows 10 for phone – Mix Wiew e le tile esplodono?

Senza titolo-1Ricordate le tile di Windows phone 7? Da quelle fino ad arrivare alle tile di 8.1 con annesse cartelle dinamiche? Bene, la notizia riguarda il comportamento delle (nome in codice?) “Mix Wiew” tile, in un futuro Windows 10 for phone. Vediamo di che si tratta.

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Di questo dispositivo non abbiamo, ovviamente, fonti certe data la sua cancellazione. La caratteristica principale in fatto di schermata start di questo device era la possibilità di richiamare una certa funzione, Mix Wiew per l’appunto, semplicemente avvicinando il dito al display touch. Avvicinando, sottolineo, perché questo device era portatore di quella tecnologia tendente al touch-less. Il 3D touch (vedi articoli precedenti) di McLaren era una caratteristica principale, che abbandonato il progetto, ha lasciato in eredità la componente grafica a Windows 10 con le future live tile.

qualche anticipazione

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In questa famosa applicazione di nome Zune, un player musicale in sostanza, c’è un chiaro esempio di cosa, probabilmente, vedremo nelle nuove tile almeno a livello grafico. Una sorta di raggiera che mostrerebbe delle anteprime o dei contenuti aggiuntivi intorno a quella che è la principale tile dell’app. Il sistema Mix Wiew quindi si propone di accorciare i tempi morti che riguardano apertura e chiusura di applicativi per concretizzare (con una soluzione grafica) l’immediatezza che tutti gli utenti cercano nell’utilizzo delle loro app.

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Anche in questa altra app, nota come Mix radio, troviamo un esempio “grafico” di Mix Wiew in cui la tile principale potrebbe essere “play me” e il resto funzioni complementari come la sezione playlist o riprodotti di recente o ancora store. Tutto ciò lo troviamo in forma statica ovviamente ma è il principio che appare simile al concept di Mix Wiew.

punto interrogativo ai rumors

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Ecco un’immagine interessante di quello che potrebbe essere la bozza di un risultato finale. La live tile in questione è di Facebook e si nota, tutt’intorno a mo’ di raggiera, una serie di pulsanti e funzionalità aggiuntive (almeno rispetto al tradizionale concept di tile) con la possibilità di non aprire un’app e controllare il tutto dalla schermata start. Voglio fare un post e taggare qualcuno, aggiungere foto e geo-localizzazione? Bene, basterà premere in un certo modo sulla (da ora in poi) “Mix Wiew Tile” e posso gestire tutto da qui. Il concetto di tile dinamiche insomma diventa sempre più radicale nel sistema più usato (almeno in versione home) del mondo. Bill sarà contento di sapere che questa implementazione farà contenti tutti gli utenti di Windows 10 che, smartphone alla mano, non staccheranno più gli occhi da quella, vagamente ipnotica, schermata start!

Myo – il wearable per eccellenza

myo_image_blackDimenticate mouse, tastiere e periferiche della serie kinect e simili. Prendete il dispositivo wearable di ThalmicLabs, l’ormai noto MYO e lasciatevi cullare da quella avveneristica sensazione di potere assoluto sulle macchine.

quando iron man è d’esempio

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Ricordate la scena futuristica, nel film sopra citato, in cui il protagonista progetta la sua armatura attraverso un sistema di gestures chiacchierando con l’assistente digitale di turno? Gestures rilevate da un terminale e tradotte in “azioni digitali”. Bene quel terminale rimarrà al proprio posto dato che con Myo potrete gestire la maggior parte delle funzioni con il vostro avanbraccio!

il futuro è presente

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La doppia introduzione, necessaria solo a chi come me è ancora incredulo, è comunque utile a sottolineare un aspetto sostanziale del device. Se Myo avrà successo sconvolgerà totalmente l’uso che facciamo attualmente delle nostre tecnologie. Se n’è parlato in un articolo precedente (vedi firephone di amazon) di questa tendenza dei produttori ad assottigliare l’esperienza tattile e quindi fisica di interfaccia con un device, per sostituirla con una prettamente visiva e recettiva annullando di fatto l’interazione classica, quasi “analogica”, in una dinamica e innovativa ove l’azione corrisponde quasi a un automatismo fisiologico (vedi le gestures o il movimento del capo).

non solo muscoli

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Scopo di Thalmic, fondata nel 2012 da tre ex studenti dell’università di Waterloo, è cambiare il modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia. Myo è un dispositivo wearable in grado di tradurre i segnali elettrici dei muscoli dell’avambraccio in comandi digitali con una tecnica chiamata elettromiografia. Esso capta le trasmissioni elettriche dei muscoli quando eseguono gesti. Quando girate o aprite una mano, o muovete le singole dita, una serie di impulsi elettrici percorrono il vostro avambraccio. Questi impulsi vengono rilevati e raccolti per comunicare a un software quale movimento o gesto avete espresso traducendosi in seguito in “azioni digitali”. In questo modo si è stilato un set di modelli  specifici e creato comandi digitali. Il sensore che rileva le gestures è dotato di una sorta di bio-feedback rendendolo capace di migliorarsi nella lettura dei movimenti. Inoltre, Myo vibra quando la persona completa un gesto riconoscibile: in questo modo anche gli utenti imparano  a comprenderne l’utilizzo. Questo avviene in tempo reale e gli usi a cui si può pensare sono infiniti.

Un controller per console, un dispositivo dedicato alla domotica, in ufficio per presentazioni o in campo di battaglia per comandare droni e simili.

per i developers

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Il loro progetto riscuote successi e loro assicurano una compatibilità con i maggiori sistemi tra cui android, ios e windows. Mettono a disposizione un pacchetto che comprende il Myo in bianco o nero, 1 cavo usb standard, 1 adattatore Bluetooth per windows e mac e 10 clip per adattare Myo al vostro avanbraccio. Il tutto a 199.00 dollari americani.

Dimensioni e peso
Dimensione del braccio: espandibile tra circonferenza avambraccio 7.5-13 pollici (19-34 cm)
Peso: 93 grammi
Spessore: 0,45 pollici
Gestualità e movimento
gesti delle mani rilevati dai sensori di muscolo EMG proprietarie
sensore di movimento altamente sensibili

Hardware

Sensori
Sensori EMG in acciaio inox, altamente sensibili IMU nove assi contenente il giroscopio, accelerometro, magnetometro a tre assi
LED
Doppio indicatore LED
Processore
Processore M4 ARM Cortex
Feedback tattile
Breve, medio, lunghe vibrazioni

 

Phoneblocks/Project Ara – Google è customizzabile

Project-Ara1Un progetto nato come Phoneblocks ma noto ai più con il nome in codice Project Ara. Google ne ha fatto emblema di uno scenario possibile e che si sta materializzando, strizzando l’occhio a tutto quel filone che riguarda l’open source, sia hardware che software. Le parole d’ordine sono personalizzazione, ecologia e artigianalità (almeno quelle di phoneblocks).

phoneblocks

“A phone worth keeping”

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Il concept iniziale ha avuto origine nel 2012. Il designer olandese Dave Hakkens ha annunciato il concetto di Phonebloks, telefono modulare potenzialmente indipendente dai big del settore, nel settembre 2013 con obbiettivo principale la riduzione dei rifiuti elettronici. A distanza di un mese, ottobre 2013, Motorola annuncia la sua collaborazione, con phoneblocks, attivando il progetto Ara. È necessario ricordare, facendo un passo indietro, che Google acquisì Motorola mobile nel 2011 e che si interessò alla telefonia modulare acquistando per esempio brevetti da Modu.

come funziona

components

Phoneblocks è costituito da una scheda principale, una sorta di mainboard, detta endos (un esoscheletro metallico unico componente prodotto da google) che ospita su di un lato i cosiddetti “blocks” blocchetti o piastrelle o mattoncini lego tutti dotati singolarmente di funzioni diverse e specifiche . Una volta “montati” i blocks sulla mainboard il collegamento è istantaneo e funziona come un interruttore collegando tutti i moduli attraverso magneti elettropermanenti, il concept prevede la sostituzione a device acceso, dunque un blocks per la batteria, uno per la fotocamera, un altro per il Wi-Fi e via dicendo. Sull’altro lato della mainboard va alloggiato il display che può essere di vari modelli e dimensioni in base alle esigenze dell’utente. Tre le dimensioni proposte all’utente con slot modulari da 2×5 ; 3×6 ; 4×7. I blocks saranno, potenzialmente, prodotti da terzi.

la speranza è ultima a morire

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Uno degli obbiettivi principali, si è detto, è la riduzione dei rifiuti elettronici.  Nel video promozionale ufficiale di phoneblocks questo è evidente ma quanto realizzabile? C’è una buona parte di critica che pensa questo sia paradossale in un device di tale concezione dato che i pezzi intercambiabili sarebbero molteplici. Proprio sulla questione dei blocks nasce poi un dubbio riguardo chi saranno i produttori. Si parla di una moltitudine di OEM che produrranno i pezzi o solo di alcuni big? La questione si lega anche al filone di artigianato digitale e open source hardware che con stampanti 3d e progetti da crowfounding potrebbero sviluppare una enorme rete di produttori/consumatori. Sarà permesso? C’è chi  intanto ha già pensato un servizio di stampa delle “shells” che vanno a rivestire i vari moduli e Google pensa di offrire un servizio simile tramite il proprio store.

project Ara

“The smartphone is one of the most empowering and intimate objects in our lives. Yet most of us have little say in how the device is made, what it does, and how it looks. And 5 billion of us don’t have one. What if you could make thoughtful choices about exactly what your phone does, and use it as a creative canvas to tell your own story?

Introducing Project Ara.

Designed exclusively for 6 billion people”

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nel frattempo google

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Un device attualmente ha un ciclo di vita relativamente breve, phoneblocks/Ara lo allungherebbe. Ci sarebbe scambio di moduli con altri utenti e di moduli non funzionanti con dei nuovi. Gli aggiornamenti hardware sarebbero più semplici e immediati e ancor più, meno costosi. Rimane la questione del rapporto tra efficienza volumetrica e modularità a discapito di peso e dimensioni complessive. Google introduce insomma un sistema dinamico che non si era mai visto nel mercato della telefonia, ampliando la propria competenza oltre l’open software (android) e le possibili personalizzazioni, per sfociare nel campo open hardware rendendo chiunque, di fatto, capace di costruire moduli senza licenze o canoni. Nascerebbero così centinaia di produttori che visti i costi ridottissimi si avvicinerebbero al mercato, pronto a nascere, della telefonia modulare. Big G ha pensato a tutto con conferenze per sviluppatori e campagne promozionali con l’obbiettivo di mettere in commercio il primo modello commerciale già nel 2015. La fidelizzazione è personalizzazione e con project Ara siamo nel futuro. Un futuro per 6 miliardi di persone.

sta arrivando

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Novità per Project Ara, Google annuncia (con lo spot in alto) che il dispositivo sarà disponibile a metà di questo anno e che i moduli disponibili saranno circa trenta. Unico accento negativo, la messa in commercio è limitata al Puerto Rico. Progetto pilota, dunque, per capire quanto potrà avere successo il nuovo modello Spiral 3.

Official site:  http://motorolaara.com/

Fire phone – lo smartphone targato amazon

bwa199 dollari il prezzo di lancio con contratto con un noto operatore telefonico e dopo pochi mesi dall’uscita pur mantenendo il contratto viene proposto a o,99 dollari. Ifixit dice: è complicato da smontare e dunque da riparare! Le recensioni negative si accumulano sull’ e-commerce nella pagina del prodotto: 1,965 i giudizi a una stella! Alcuni lamentano la breve durata della batteria, altri la scarsa intuitività dell’interfaccia! Lanciate un mayday (funzione integrata tra l’altro)! Insomma lo sforzo del colosso di Seattle è stato vano per una serie di motivi che però potrebbero aver trovato rifugio dietro una tecnologia pseudo 3D che forse e sottolineo “forse” ri-vedremo in un remake, annunciato, del dispositivo.

il flop è sempre possibile

L’introduzione dell’articolo con questa cattiva notizia, almeno per amazon dato che il fire phone è stato un insuccesso, è semplicemente un espediente per togliersi il pensiero e passare al protagonista vero e proprio del fire phone.

prospettiva dinamica

rynynsEcco la principale caratteristica di questo device, che sembra innovare in un ambito poco esplorato da altri produttori di tecnologia mobile. Sul frontale il fire phone monta quattro sensori che rilevano informazioni che riguardano il punto in cui l’utente si trova rispetto al display. Questi sensori, potremmo dire alla stregua del più fortunato kinect, sono tarati per identificare i movimenti del viso e/o degli occhi e rispondere in termini di navigazione dinamica dell’interfaccia. In questo caso un movimento particolare simula una prospettiva dinamica, dando la sensazione di profondità e tridimensionalità. Per esempio le icone delle app saranno tridimensionali se viste da un angolo di visione obliquo. Così le mappe, i giochi e via dicendo.

mappe, videogiochi e gestures

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In questo video si evincono le caratteristiche peculiari di un certo concept che pian piano sta prendendo forma nei device di nuova generazione. Potremmo dire, azzardando, che si tratta di quella tendenza dei produttori ad assottigliare l’esperienza tattile e quindi fisica di interfaccia con un device, per sostituirla con una prettamente visiva e recettiva annullando di fatto l’interazione classica, quasi “analogica”, in una dinamica e innovativa ove l’azione corrisponde quasi a un automatismo fisiologico (vedi le gestures o il movimento del capo).

tecnologia firefly

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Tale teconologia, pur non essendo sorprendentemente miracolosa, fa convergere in se una serie di idee. La premessa necessaria è la seguente: si sta analizzando un prodotto realizzato da amazon, e-commerce per eccellenza, che farà da ancella nei nostri acquisti quotidiani. L’ipotesi è quella di poter semplificare in maniera esponenziale gli acquisti on-line. Se voleste possedere questo smartphone sappiate che è veicolo di servizi amazon. Tornando alla tecnologia firefly, che unisce riconoscimento di musica, video e prodotti e numeri telefonici, è logico pensare ad una integrazione capillare con le sezioni commerciali del relativo e-commerce.

specifiche tecniche

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Fire Phone ha una scocca dal design sobrio, semplice, caratterizzata da una cornice di gomma che contiene un display da 4,7 pollici resistente agli urti grazie a Gorilla Glass. Il comparto hardware è performante: all’interno è infatti presente un processore quad core Qualcomm Snapdragon 800 da 2,2 Ghz, GPU Adreno 330, 2 GB di RAM e storage da 32/64 GB; la fotocamera principale ha un sensore da 13 megapixel con obiettivo f/2.0 e stabilizzatore ottico dell’immagine (OIS), e sarà possibile archiviare illimitatamente le foto online tramite il servizio Amazon Cloud.

Official site:  http://www.amazon.com/Fire_Phone_13MP-Camera_32GB/dp/B00EOE0WKQ

Android Lollipop – il design secondo google

materialdesign-goals-landingimage_large_mdpiMatìas Duarte, cileno classe “73, è un computer interface designer, vice presidente di Google Design, ha cambiato Android con il suo “material design”. Colori pastello, card e responsive per un sistema tutto da assaporare. Android Lollipop è arrivato.

il materiale è la metafora

style-color-colorstory-01_large_mdpiSuperfici piatte, tinte unite, finestre dinamiche e ombreggiate. La filosofia del material design estrae dalla realtà tattile e visiva quegli elementi tipici di carta e inchiostro per tradurli in interfaccia digitale. Retaggio di elementi progettuali nel’ottica della tipografia e della composizione dedita alla stamapa, le card, i colori affiancati allo spazio “carta”, il bianco per intenderci, accordati a griglie compositive, la giustapposizione delle scale cromatiche creano una gerarchia sistemica che semplifica e rende intuitivo un sistema operativo che peccava di fronzoli stilistici.

responsive mood

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In un momento in cui tutte le major informatiche, che offrono sistemi operativi, si rivolgono al cross Platform (multi piattaforma) Google Design arriva in tempo e con una scelta stilistica, e aggiungerei manageriale, azzeccata e affascinante. Dopo il restyiling di iOS e le piatte live tile di Windows, l’azienda di Mountain wiew rigenera e rinfresca la sua interfaccia, applicabile a qualunque formato, cominciando con i googlefonini e distribuito in seguito agli altri OEM.

l’importanza del changelog

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  • Material Design: rinnovamento della UI con un nuovo stile grafico che ormai tutti conosciamo
  • Notifiche più “smart”, con la possibilità di rispondere a messaggi dalla schermata di sblocco, selezionando quali contatti “privilegiare”. Possibile anche rifiutare o rispondere ad una chiamata senza interrompere ciò che si sta facendo grazie ad un pop-up interattivo.
  • Batteria: nuova funzionalità “risparmio energetico” capace di donarci un’ora e mezza di utilizzo aggiuntiva. L’icona nella notification bar ci mostrerà quanto tempo manca alla ricarica completa del componente.
  • Sicurezza: gli smartphone smarriti o rubati potranno essere controllati da remoto per eseguire una crittografia dei dati. Incluso SELinux di default per una migliore difesa contro malware e simili. Possibile anche associare un device dotato di NFC allo smartphone in questione per uno sblocco sicuro.
  • Multi-utenti: funzione già presente sul Nexus 7, che consente la creazione di più utenti su un unico telefono, presente anche un “utente Guest” per mostrare il terminale ad un pubblico poco interessato ad i nostri dati.
  • Nuovi toggle e possibilità di accedere alle impostazioni più utilizzate tappando due volte sulla parte alta dello schermo.
  • Migliorata la ricezione e la gestione del Bluetooth per un consumo minore di energia, aggiunti nuovi criteri di sicurezza per la connessione a reti Wi-Fi.
  • Runtime ART attiva di default, con un incremento prestazionale notevole.
  • Possibilità di poter interagire in vari modi con i processi in background.
  • Pieno supporto ai SoC a 64-bit senza alcun emulatore: il linguaggio JAVA a 64-bit verrà eseguito naturalmente.
  • Miglioramenti generali al comparto audio, video, e fotografico, con la possibilità di collegare microfoni / altoparlanti ed altro tramite la presa micro-USB.
  • Pieno supporto alle OpenGL ES 3.1 per una grafica ancora migliore di quanto già non sia.
  • Supporto di nuovi formati per le immagini come YUV e Bayer RAW.
  • “OK Google” anche a display spento.
  • Android TV basata su Android 5.0, verrà adottata da parecchi partner.
  • Migliorate le opzioni per gli ipovedenti.
  • Aggiunte 15 nuove lingue.

Vi lascio al video:

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Official site:   http://www.google.com/design/

HENDOhover – skate a levitazione magnetica al posto di trucks e ruote.

rt 1 (1)-2“Strade? Dove andiamo noi, non ci servono strade!”

In apertura una citazione tratta da un film cult degli anni 80, quasi 90, che anticipa questa strabiliante tecnologia. In sostanza un hoverboard, battezzato HENDOhover, che diventa realtà, entro il 2015 su kirckstarter, grazie al lavoro di una coppia californiana, Jill e Greg Henderson.

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premessa

Come in tutte le tecnologie new entry, siano esse completamente innovative o migliorative, c’è sempre qualche particolare che sfugge all’attenzione a causa della prima meravigliosa impressione, mamma di incomprensioni, che ne impedisce un sano approfondimento. Detto questo, il titolo la dice lunga. Si, è uno skate che si solleva a 2,5 cm dalla superfice per un peso massimo di 136 kg. Si, è personalizzabile in infinite soluzioni grafiche. Si, il prezzo stabilisce un limite 10,000 dollari per averne uno.

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di strade ne servono e possibilmente metalliche

La sospensione elettromagnetica, tecnologia di cui si serve l’ HENDO, è stata largamente utilizzata, sperimentata e migliorata negli ultimi decenni. Vedi i famosi treni MagLev come il Transrapid di Shangai. La differenza è sostanziale: mentre un treno per muoversi necessita di  rotaie, in questo caso laminate in ferro, per respingere alla giusta distanza i magneti/ruote in modo da permettere la levitazione, così,  l’HENDO è dotato di magneti posti sulla superficie inferiore che lo farebbero levitare rispettando l’unica condizione necessaria di una superficie altrettanto metallica. Il principale limite è la piattaforma, appunto metallica, di cui non si può fare a meno. Ma che senso ha uno skate su rotaie? Altro limite dell’hoverboard che stiamo descrivendo è la scarsa, quasi assente, manovrabilità ma il sistema di controllo è uno degli aspetti su cui si sta lavorando.

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non solo skate

Come già citato sopra, questa tecnologia non è stata utilizzata per la prima volta, già altre sono state le sperimentazioni. Ma Henderson in questo caso va oltre il suo progetto, almeno teoricamente, guardando con ambizione a un futuro nel settore edile. Questo si tradurrebbe in pratica, o forse sempre e solo in teoria, in un sistema di levitazione applicato alle fondamenta di una struttura. Un sistema, dice Henderson che consentirebbe di sollevare un edificio mettendolo in sicurezza in caso di terremoti. Geniale.

Per il momento l’attenzione degli skater più aggiornati è concentrata sulla versione 2.0, certamente meno ortodossa, del caro vecchio deck.

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Vi lascio al video ufficiale.

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