Phoneblocks/Project Ara – Google è customizzabile

Project-Ara1Un progetto nato come Phoneblocks ma noto ai più con il nome in codice Project Ara. Google ne ha fatto emblema di uno scenario possibile e che si sta materializzando, strizzando l’occhio a tutto quel filone che riguarda l’open source, sia hardware che software. Le parole d’ordine sono personalizzazione, ecologia e artigianalità (almeno quelle di phoneblocks).

phoneblocks

“A phone worth keeping”

Il concept iniziale ha avuto origine nel 2012. Il designer olandese Dave Hakkens ha annunciato il concetto di Phonebloks, telefono modulare potenzialmente indipendente dai big del settore, nel settembre 2013 con obbiettivo principale la riduzione dei rifiuti elettronici. A distanza di un mese, ottobre 2013, Motorola annuncia la sua collaborazione, con phoneblocks, attivando il progetto Ara. È necessario ricordare, facendo un passo indietro, che Google acquisì Motorola mobile nel 2011 e che si interessò alla telefonia modulare acquistando per esempio brevetti da Modu.

come funziona

components

Phoneblocks è costituito da una scheda principale, una sorta di mainboard, detta endos (un esoscheletro metallico unico componente prodotto da google) che ospita su di un lato i cosiddetti “blocks” blocchetti o piastrelle o mattoncini lego tutti dotati singolarmente di funzioni diverse e specifiche . Una volta “montati” i blocks sulla mainboard il collegamento è istantaneo e funziona come un interruttore collegando tutti i moduli attraverso magneti elettropermanenti, il concept prevede la sostituzione a device acceso, dunque un blocks per la batteria, uno per la fotocamera, un altro per il Wi-Fi e via dicendo. Sull’altro lato della mainboard va alloggiato il display che può essere di vari modelli e dimensioni in base alle esigenze dell’utente. Tre le dimensioni proposte all’utente con slot modulari da 2×5 ; 3×6 ; 4×7. I blocks saranno, potenzialmente, prodotti da terzi.

la speranza è ultima a morire

phonebloks_open

Uno degli obbiettivi principali, si è detto, è la riduzione dei rifiuti elettronici.  Nel video promozionale ufficiale di phoneblocks questo è evidente ma quanto realizzabile? C’è una buona parte di critica che pensa questo sia paradossale in un device di tale concezione dato che i pezzi intercambiabili sarebbero molteplici. Proprio sulla questione dei blocks nasce poi un dubbio riguardo chi saranno i produttori. Si parla di una moltitudine di OEM che produrranno i pezzi o solo di alcuni big? La questione si lega anche al filone di artigianato digitale e open source hardware che con stampanti 3d e progetti da crowfounding potrebbero sviluppare una enorme rete di produttori/consumatori. Sarà permesso? C’è chi  intanto ha già pensato un servizio di stampa delle “shells” che vanno a rivestire i vari moduli e Google pensa di offrire un servizio simile tramite il proprio store.

project Ara

“The smartphone is one of the most empowering and intimate objects in our lives. Yet most of us have little say in how the device is made, what it does, and how it looks. And 5 billion of us don’t have one. What if you could make thoughtful choices about exactly what your phone does, and use it as a creative canvas to tell your own story?

Introducing Project Ara.

Designed exclusively for 6 billion people”

nel frattempo google

project-aras

Un device attualmente ha un ciclo di vita relativamente breve, phoneblocks/Ara lo allungherebbe. Ci sarebbe scambio di moduli con altri utenti e di moduli non funzionanti con dei nuovi. Gli aggiornamenti hardware sarebbero più semplici e immediati e ancor più, meno costosi. Rimane la questione del rapporto tra efficienza volumetrica e modularità a discapito di peso e dimensioni complessive. Google introduce insomma un sistema dinamico che non si era mai visto nel mercato della telefonia, ampliando la propria competenza oltre l’open software (android) e le possibili personalizzazioni, per sfociare nel campo open hardware rendendo chiunque, di fatto, capace di costruire moduli senza licenze o canoni. Nascerebbero così centinaia di produttori che visti i costi ridottissimi si avvicinerebbero al mercato, pronto a nascere, della telefonia modulare. Big G ha pensato a tutto con conferenze per sviluppatori e campagne promozionali con l’obbiettivo di mettere in commercio il primo modello commerciale già nel 2015. La fidelizzazione è personalizzazione e con project Ara siamo nel futuro. Un futuro per 6 miliardi di persone.

sta arrivando

Novità per Project Ara, Google annuncia (con lo spot in alto) che il dispositivo sarà disponibile a metà di questo anno e che i moduli disponibili saranno circa trenta. Unico accento negativo, la messa in commercio è limitata al Puerto Rico. Progetto pilota, dunque, per capire quanto potrà avere successo il nuovo modello Spiral 3.

Official site:  http://motorolaara.com/