Elettronica – Audio HIFI

dal 1978 a Vittoria RG

OkGlass, dimmi della realtà aumentata…

untitledSe ne chiacchiera da un paio d’anni, Google Glass è un progetto straordinario, trova già mille applicazioni in diversi settori, da quello medico a quello industriale. Non sono ancora in vendita sul mercato consumer ma con il programma Google Glass Explorer Edition gli sviluppatori hanno già messo le mani su un prodotto che promette bene. Un prodotto che presto accompagnerà la quotidiana realtà di noi tutti.

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realtà aumentata?

untitsledLa realtà aumentata (Augmented Reality) è la sovrapposizione di informazioni digitali, siano esse testuali o visive, alla percezione sensoriale umana. Ovvero, attraverso sistemi di proiezione o schermi, viene simulata un’interfaccia visiva, composta da varie informazioni, che va ad “aumentare” quella  che è la percezione di default di un essere umano, determinata dai cinque sensi, in una specifica situazione. Questo è totalmente differente, per esempio, dalla realtà virtuale di “Oculus Rift” (vedi articolo), nella AR la realtà rimane quella che percepiamo direttamente, con l’aggiunta di informazioni contestuali.

nel dettaglio?

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Nell’immagine si può osservare un piccolo parallelepipedo trasparente, un prisma al suo interno riceve le immagini inviate da un micro proiettore, a loro volta inviate dal software, l’occhio infine fa il resto. Una particolarità di questi occhiali indossabili è la trasmissione dell’audio, nessun auricolare (anche se è possibile utilizzarlo) accade tutto tramite conduzione ossea ovvero la trasmissione del suono attraverso le ossa del cranio all’orecchio interno. Curioso? La conduzione ossea è il motivo per cui ci chiediamo sempre il perché del suono diverso della nostra voce registrata e riprodotta da un dispositivo. Il mistero sta nelle basse frequenze trasmesse dal cranio che a differenza dell’aria riduce il tono e l’intensità della propria voce apparendo diversa alle orecchie altrui o alle proprie nel caso di una registrazione.

per i geek!

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Naselli (disponibili in due dimensioni) regolabili e telaio resistente adattabile a qualsiasi volto, display ad alta risoluzione l’equivalente di uno schermo a 25 pollici ad alta definizione da otto metri di distanza, fotocamera 5 MP, video  720p, audio con trasduttore a conduzione ossea, connettività WiFi – 802.11 b / g , Bluetooth. Archiviazione 12 GB di memoria utilizzabile, sincronizzato con Google cloud storage. 16 GB Flash totale. Batteria un giorno di utilizzo tipico. Alcune funzioni, come la registrazione video, ne riducono la durata. Carica batterie e Cavo Micro USB incluso. Compatibilità mobile con MyGlass app che consente di impostare contatti e altro. È disponibile per Android e iOS. Prezzo? 1500 dollari.

tanta tecnologia in 43g

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Comandi vocali, trasduttore osseo, comandi soft touch, collegamento a internet… insomma questi Glass di bigG sembrano davvero un concentrato di innovazione. Gli usi che se ne possono fare sono molti, ultimamente uno in particolare mi ha colpito si tratta di “Captions” un’ app sviluppata sulle specifiche capacità tecnologiche di Google Glass. Il funzionamento di tale app è semplice, tradurre in tempo reale ciò che l’interlocutore sta dicendo mostrando la traduzione sullo schermo. I settori sono potenzialmente infiniti: turismo,soccorso medico,istruzione, la possibilità di avere una traduzione istantanea per abbattere finalmente le barriere linguistiche. Vi lascio al video.

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Official site: http://www.google.com/glass/start/

 

ILLUM – 940 g di nuove prospettive.

dscf0892__1_-2040-0_standard_1025-0Basata su principi teorici “vecchi più di un secolo” e due decenni di sperimentazione alle spalle, la Lytro | Illum, , a detta del ricercatore Yi.Ren Ng, sconvolgerà il concetto di prospettiva e messa a fuoco come lo conosciamo oggi, promettendo di rivoluzionare il comparto fotografico di qualsiasi dispositivo.

incontri ravvicinati del terzo “LYTRO”

untitledLytro, Inc. è una startup fondata nel 2006 da Ren Ng, ricercatore nell’area Light Field all’ Università di Stanford che produce fotocamere plenottiche per il mercato consumer. La società era originariamente nota come “Refocus Imaging”. La tecnologia Lytro messa a disposizione del mercato consumer potrebbe raggiungere l’attenzione di produttori di tecnologie, nello specifico di smartphone, interessati al brevetto. Esistono migliaia di app nei diversi store per smartphone che permettono di editare una foto dopo lo scatto. Oggi più che mai, l‘immagine gioca un ruolo fondamentale nella società e nelle interazioni tra le varie componenti. La condivisione di immagini è diventata, quanto mai, centro focale della comunicazione, in tutti i settori. Lo sapeva bene Steve Jobs che, come scritto nel libro di Walter Isaacson, aveva in mente di rivoluzionare anche il comparto imaging dei suoi device, incontrando il CEO Ren Ng dell’azienda Lytro, cercando di capire come integrare quel sistema di lenti nei suoi iPhone. A partire dal 21 giugno 2011, Lytro ha generato circa 50 milioni di dollari. Questo  finanziamento è stato guidato da NEA, con la partecipazione di investitori tra cui Andreessen Horowitz, Greylock Partners e K9 Ventures insieme ad investitori individuali.

fotografia plenottica

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La prima macchina fotografica che utilizza i raggi luminosi è stata teorizzata da Gabriel Lippmann nel 1908. Nel 1992 Adelson e Wang hanno presentato il progetto di una fotocamera plenottica. Senza addentrarsi in complicati tecnicismi, una macchina light field (plenottica) è capace di catturare tutte le variazioni di direzione di ogni raggio di luce presente nella scena (grazie a un sistema di lenti, circa cento nella illum) e trasmetterle ad un processore, capace di tradurre quelle informazioni in nuove possibilità  in  fase di post produzione. In confronto alla fotografia tradizionale, che cattura solo un flusso di luce, la plenottica cattura diversi flussi da differenti prospettive. Tutto ciò si traduce in velocità di scatto, buone immagini anche in condizioni di scarsa luminosità e la peculiare possibilità di mettere a fuoco e/o cambiare leggermente prospettiva dopo l’avvenuta cattura della foto. Unico svantaggio la risoluzione non troppo alta.

i primi passi

Nel 2011, Lytro ha prodotto la propria fotocamera tascabile. untitled
La Lytro light-field camera la prima generazione di fotocamera plenottica portatile capace di catturare immagini rifocalizzabili in post produzione. Disponibile al pubblico dal 19 ottobre 2011, in due versioni da 8 e 16 GB di storage interno. In questo modello delle apposite lenti sono in grado di catturare 11 milioni di raggi di luce. Scatta in formato quadrato creando un’immagine a 1080*1080 pixel circa 1.2 megapixel. Prezzo di listino 399 dollari.

LYTRO | ILLUM non solo massa

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Nell’aprile 2014 Lytro presenta la seconda fotocamera, stavolta simile a una tradizionale reflex. Corpo in magnesio. Obbiettivo in alluminio anodizzato con zoom ottico 8x da 30-250 mm e con apertura fissa di f/2.0. Il sensore, rinnovato, cattura 40 milioni di raggi di luce. Macro 1:3, focus a 0 mm dalla parte anteriore della lente. Scatta a 2500*1738 pixel circa 4,3 megapixel. Il grip è avvolto in silicone. Processore Qualcomm Snapdragon 800. Display LCD touchscreen da 4″  risoluzione 480*480 inclinato verso il basso poiché (illum non è dotata di mirino) scattando da display si tende a mantenere la fotocamera sotto il livello degli occhi. Connettività Wi-Fi per la condivisione online. Slot per schede SD e porta usb 3.0 standard. Software di elaborazione (Desktop) compatibile con i noti Adobe Photoshop e Lightroom. Disponibile da Luglio 2014, prezzo di listino 1.599 euro.

Specifiche complete: https://www.lytro.com/camera/specs/

la novità è qui

Una simulazione di ciò che è possibile fare in post produzione, modificando messa a fuoco, zoom e prospettiva.

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I comandi sono semplici: play per far partire la simulazione in automatico. Altrimenti un clic su una parte dell’immagine per il refocus, un clic e trascina per il cambio prospettiva doppio clic per lo zoom.

* in a different light

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Official site: https://www.lytro.com/