Elettronica – Audio HIFI

dal 1978 a Vittoria RG

L’ADSL senza fili di Arpanet

logotypeArpanet, l’ADSL senza fili a Vittoria

Oggigiorno sono miriadi le possibilità per poter fruire dei servizi internet, contratti di reti ADSL ce ne stanno proprio tanti; Con canone e senza canone, con le chiamate incluse o meno, con servizio o disservizio,  con poco zucchero e tanto sale e così via. L’aumentare della richiesta di linee telematiche per fruire di internet e di tutti i servizi ad esso associati a fatto si che negli ultimi anni siano entrati nel mercato delle telecomunicazioni ache nuove realtà,  piccoli o medi fornitori di servizi ADSL, radicati nei territori di province e comuni, un esempio di queste realtà sul nostro territorio (Vittoria – Acate – Comiso e frazioni limitrofe) è Arpanet telecomunicazioni. Nuova realtà nata ad Acate (RG), si propone da subito come nuovo servizio per connettersi senza fili alla velocità di una classica ADSL via cavo. Dal momento in cui vi scrivo esistono due tipologie di contratti consumer, la BASIC da 7Mbps e la ULTTRA da 20Mbps o la possibilità di personalizzare la propria fornitura ADSL con Arpanet telecomunicazioni.

Deciso a cambiare servizio ADSL mi sono convinto a provare il servizio offerto da Arpanet attivando un contratto flat a 7 Mbps attualmente in promozione a € 15.00 al mese. Il servizio mi ha da subito attratto, in primo luogo per il prezzo, ma anche perché non prevede nessun obbligo di linea fissa e nessun canone da parte del cliente, inoltre abbandonare la signora Telecom era ormai divenuta una necessità, contratti dai prezzi troppo elevati per uno come me che utilizza l’ADSL a casa soltanto la sera e che non fa uso di telefono fisso in casa, pagare 49,00€ al mese era veramente diventato disumano.

12832411_768165659950201_1454544686871617467_nPrenotarsi per l’attivazione e la prima installazione è stato veramente semplice, chiamando il numero verde 800 166 309 mi sono prenotato e a distanza di 3 giorni lavorativi la mia ADSL è stata subito attivata; Infatti non appena i tecnici hanno finito di installare l’antenna e posizionare il router, dopo una breve verifica di copertura e taratura dell’antenna il servizio era pronto per essere utilizzato. Il puntamento dell’antenna, a detta dei tecnici, è avvenuto in maniera ottimale in quanto la zona di casa mia è pienamente coperta dal segnale Arpanet.

Il primo test di velocità della connessione parla chiaro, 7.98Mbps in download e 1,97Mbps in upload con un ping di 1 millisecondo, la mia prima reazione è stata: “niente male per un ADSL senza fili a 15 euro al mese”, ma il test della rete era appena iniziato.

Navigazione generale

Le prestazioni generali del servizio sono da considerarsi veramente ottime, fluida la navigazione sia da PC che da Smartphone, il caricamento delle pagine avviene in pochissimi secondi anche in pagine dall’elevata quantità di dati come Facebook o YouTube. Formidabile oltretutto la stabilità del segnale, sia in condizioni impervie (vento a 55Km/h, pioggia e temporali), che in condizioni ottimali con elevate temperature (25°/30° centigradi). VOTO 4/5

Visione di film in Streaming e YouTube

Uno di quei test che mi ha lasciato pienamente soddisfatto è stata la visione dei video YouTube in full HD tutta d’un fiato, come se fossi attaccato alla mia alice Business da 20Mbps; Cerchi il video, vai di play e nulla si ferma, nessun rallentamento nel caricamento del video, MERAVIGLIOSO.

Non sono mai stato un amante di film in streaming, al dire il vero odio vedere film in streaming, sia per una questione di qualità audio/video che per una questione di “inceppamenti” durante la visione, ma ho comunque avuto modo di testare l’ADSL Arpanet anche con quest’ultimo servizio. Leggeri rallentamenti si sono verificati solamente all’inizio della riproduzione, dopo circa 10/15 secondi il film ha iniziato la sua riproduzione in maniera fluida e senza batter ciglio. VOTO 5/5

Download e Upload di file

Ho provato a scaricare e uplodare file di grandi dimensioni (file ISO da 3/5 GB), mentre la velocità di Download è arrivata a toccare 1.1Mbps, quasi dimenticavo di stare su un’ADSL senza fili, Uplodando un file .iso da 3.43GB su un server remoto via client FTP siamo andati lisci come l’olio, in circa 16 minuti l’operazione era già stata eseguita, con una velocità che ha toccato picchi di 0,890Mbps. VOTO 5/5

Impressioni generali

Considerando i costi di prima installazione (100 € tra antenna, cavo e router) e l’anticipo di due mesi di navigazione (30€ per i primi due mesi) l’ADSL di Arpanet si è rilevata una soluzione veramente valida per avere connessione internet in casa spendendo veramente poco senza pagare canone e senza limiti di tempo. La consiglio a tutti quelli che hanno necessità di una linea ADSL low cost, facile da installare e affidabile a Vittoria e nelle zone di copertura de servizio, che a quanto dicono dovrebbe coprire pienamente il territorio di ACATE e VITTORIA.

Arpanet Telecomunicazioni si trova ad ACATE in Corso Indipendenza, 119 – Numero Verde 800 166 309 – info@arpanetitalia.com – arpanetitalia.com

Arpanet ADSL a 15€ al mese

 

Windows 10 for phone – Mix Wiew e le tile esplodono?

Senza titolo-1Ricordate le tile di Windows phone 7? Da quelle fino ad arrivare alle tile di 8.1 con annesse cartelle dinamiche? Bene, la notizia riguarda il comportamento delle (nome in codice?) “Mix Wiew” tile, in un futuro Windows 10 for phone. Vediamo di che si tratta.

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Di questo dispositivo non abbiamo, ovviamente, fonti certe data la sua cancellazione. La caratteristica principale in fatto di schermata start di questo device era la possibilità di richiamare una certa funzione, Mix Wiew per l’appunto, semplicemente avvicinando il dito al display touch. Avvicinando, sottolineo, perché questo device era portatore di quella tecnologia tendente al touch-less. Il 3D touch (vedi articoli precedenti) di McLaren era una caratteristica principale, che abbandonato il progetto, ha lasciato in eredità la componente grafica a Windows 10 con le future live tile.

qualche anticipazione

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In questa famosa applicazione di nome Zune, un player musicale in sostanza, c’è un chiaro esempio di cosa, probabilmente, vedremo nelle nuove tile almeno a livello grafico. Una sorta di raggiera che mostrerebbe delle anteprime o dei contenuti aggiuntivi intorno a quella che è la principale tile dell’app. Il sistema Mix Wiew quindi si propone di accorciare i tempi morti che riguardano apertura e chiusura di applicativi per concretizzare (con una soluzione grafica) l’immediatezza che tutti gli utenti cercano nell’utilizzo delle loro app.

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Anche in questa altra app, nota come Mix radio, troviamo un esempio “grafico” di Mix Wiew in cui la tile principale potrebbe essere “play me” e il resto funzioni complementari come la sezione playlist o riprodotti di recente o ancora store. Tutto ciò lo troviamo in forma statica ovviamente ma è il principio che appare simile al concept di Mix Wiew.

punto interrogativo ai rumors

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Ecco un’immagine interessante di quello che potrebbe essere la bozza di un risultato finale. La live tile in questione è di Facebook e si nota, tutt’intorno a mo’ di raggiera, una serie di pulsanti e funzionalità aggiuntive (almeno rispetto al tradizionale concept di tile) con la possibilità di non aprire un’app e controllare il tutto dalla schermata start. Voglio fare un post e taggare qualcuno, aggiungere foto e geo-localizzazione? Bene, basterà premere in un certo modo sulla (da ora in poi) “Mix Wiew Tile” e posso gestire tutto da qui. Il concetto di tile dinamiche insomma diventa sempre più radicale nel sistema più usato (almeno in versione home) del mondo. Bill sarà contento di sapere che questa implementazione farà contenti tutti gli utenti di Windows 10 che, smartphone alla mano, non staccheranno più gli occhi da quella, vagamente ipnotica, schermata start!

Android Lollipop – il design secondo google

materialdesign-goals-landingimage_large_mdpiMatìas Duarte, cileno classe “73, è un computer interface designer, vice presidente di Google Design, ha cambiato Android con il suo “material design”. Colori pastello, card e responsive per un sistema tutto da assaporare. Android Lollipop è arrivato.

il materiale è la metafora

style-color-colorstory-01_large_mdpiSuperfici piatte, tinte unite, finestre dinamiche e ombreggiate. La filosofia del material design estrae dalla realtà tattile e visiva quegli elementi tipici di carta e inchiostro per tradurli in interfaccia digitale. Retaggio di elementi progettuali nel’ottica della tipografia e della composizione dedita alla stamapa, le card, i colori affiancati allo spazio “carta”, il bianco per intenderci, accordati a griglie compositive, la giustapposizione delle scale cromatiche creano una gerarchia sistemica che semplifica e rende intuitivo un sistema operativo che peccava di fronzoli stilistici.

responsive mood

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In un momento in cui tutte le major informatiche, che offrono sistemi operativi, si rivolgono al cross Platform (multi piattaforma) Google Design arriva in tempo e con una scelta stilistica, e aggiungerei manageriale, azzeccata e affascinante. Dopo il restyiling di iOS e le piatte live tile di Windows, l’azienda di Mountain wiew rigenera e rinfresca la sua interfaccia, applicabile a qualunque formato, cominciando con i googlefonini e distribuito in seguito agli altri OEM.

l’importanza del changelog

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  • Material Design: rinnovamento della UI con un nuovo stile grafico che ormai tutti conosciamo
  • Notifiche più “smart”, con la possibilità di rispondere a messaggi dalla schermata di sblocco, selezionando quali contatti “privilegiare”. Possibile anche rifiutare o rispondere ad una chiamata senza interrompere ciò che si sta facendo grazie ad un pop-up interattivo.
  • Batteria: nuova funzionalità “risparmio energetico” capace di donarci un’ora e mezza di utilizzo aggiuntiva. L’icona nella notification bar ci mostrerà quanto tempo manca alla ricarica completa del componente.
  • Sicurezza: gli smartphone smarriti o rubati potranno essere controllati da remoto per eseguire una crittografia dei dati. Incluso SELinux di default per una migliore difesa contro malware e simili. Possibile anche associare un device dotato di NFC allo smartphone in questione per uno sblocco sicuro.
  • Multi-utenti: funzione già presente sul Nexus 7, che consente la creazione di più utenti su un unico telefono, presente anche un “utente Guest” per mostrare il terminale ad un pubblico poco interessato ad i nostri dati.
  • Nuovi toggle e possibilità di accedere alle impostazioni più utilizzate tappando due volte sulla parte alta dello schermo.
  • Migliorata la ricezione e la gestione del Bluetooth per un consumo minore di energia, aggiunti nuovi criteri di sicurezza per la connessione a reti Wi-Fi.
  • Runtime ART attiva di default, con un incremento prestazionale notevole.
  • Possibilità di poter interagire in vari modi con i processi in background.
  • Pieno supporto ai SoC a 64-bit senza alcun emulatore: il linguaggio JAVA a 64-bit verrà eseguito naturalmente.
  • Miglioramenti generali al comparto audio, video, e fotografico, con la possibilità di collegare microfoni / altoparlanti ed altro tramite la presa micro-USB.
  • Pieno supporto alle OpenGL ES 3.1 per una grafica ancora migliore di quanto già non sia.
  • Supporto di nuovi formati per le immagini come YUV e Bayer RAW.
  • “OK Google” anche a display spento.
  • Android TV basata su Android 5.0, verrà adottata da parecchi partner.
  • Migliorate le opzioni per gli ipovedenti.
  • Aggiunte 15 nuove lingue.

Vi lascio al video:

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Official site:   http://www.google.com/design/

OkGlass, dimmi della realtà aumentata…

untitledSe ne chiacchiera da un paio d’anni, Google Glass è un progetto straordinario, trova già mille applicazioni in diversi settori, da quello medico a quello industriale. Non sono ancora in vendita sul mercato consumer ma con il programma Google Glass Explorer Edition gli sviluppatori hanno già messo le mani su un prodotto che promette bene. Un prodotto che presto accompagnerà la quotidiana realtà di noi tutti.

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realtà aumentata?

untitsledLa realtà aumentata (Augmented Reality) è la sovrapposizione di informazioni digitali, siano esse testuali o visive, alla percezione sensoriale umana. Ovvero, attraverso sistemi di proiezione o schermi, viene simulata un’interfaccia visiva, composta da varie informazioni, che va ad “aumentare” quella  che è la percezione di default di un essere umano, determinata dai cinque sensi, in una specifica situazione. Questo è totalmente differente, per esempio, dalla realtà virtuale di “Oculus Rift” (vedi articolo), nella AR la realtà rimane quella che percepiamo direttamente, con l’aggiunta di informazioni contestuali.

nel dettaglio?

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Nell’immagine si può osservare un piccolo parallelepipedo trasparente, un prisma al suo interno riceve le immagini inviate da un micro proiettore, a loro volta inviate dal software, l’occhio infine fa il resto. Una particolarità di questi occhiali indossabili è la trasmissione dell’audio, nessun auricolare (anche se è possibile utilizzarlo) accade tutto tramite conduzione ossea ovvero la trasmissione del suono attraverso le ossa del cranio all’orecchio interno. Curioso? La conduzione ossea è il motivo per cui ci chiediamo sempre il perché del suono diverso della nostra voce registrata e riprodotta da un dispositivo. Il mistero sta nelle basse frequenze trasmesse dal cranio che a differenza dell’aria riduce il tono e l’intensità della propria voce apparendo diversa alle orecchie altrui o alle proprie nel caso di una registrazione.

per i geek!

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Naselli (disponibili in due dimensioni) regolabili e telaio resistente adattabile a qualsiasi volto, display ad alta risoluzione l’equivalente di uno schermo a 25 pollici ad alta definizione da otto metri di distanza, fotocamera 5 MP, video  720p, audio con trasduttore a conduzione ossea, connettività WiFi – 802.11 b / g , Bluetooth. Archiviazione 12 GB di memoria utilizzabile, sincronizzato con Google cloud storage. 16 GB Flash totale. Batteria un giorno di utilizzo tipico. Alcune funzioni, come la registrazione video, ne riducono la durata. Carica batterie e Cavo Micro USB incluso. Compatibilità mobile con MyGlass app che consente di impostare contatti e altro. È disponibile per Android e iOS. Prezzo? 1500 dollari.

tanta tecnologia in 43g

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Comandi vocali, trasduttore osseo, comandi soft touch, collegamento a internet… insomma questi Glass di bigG sembrano davvero un concentrato di innovazione. Gli usi che se ne possono fare sono molti, ultimamente uno in particolare mi ha colpito si tratta di “Captions” un’ app sviluppata sulle specifiche capacità tecnologiche di Google Glass. Il funzionamento di tale app è semplice, tradurre in tempo reale ciò che l’interlocutore sta dicendo mostrando la traduzione sullo schermo. I settori sono potenzialmente infiniti: turismo,soccorso medico,istruzione, la possibilità di avere una traduzione istantanea per abbattere finalmente le barriere linguistiche. Vi lascio al video.

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Official site: http://www.google.com/glass/start/

 

ILLUM – 940 g di nuove prospettive.

dscf0892__1_-2040-0_standard_1025-0Basata su principi teorici “vecchi più di un secolo” e due decenni di sperimentazione alle spalle, la Lytro | Illum, , a detta del ricercatore Yi.Ren Ng, sconvolgerà il concetto di prospettiva e messa a fuoco come lo conosciamo oggi, promettendo di rivoluzionare il comparto fotografico di qualsiasi dispositivo.

incontri ravvicinati del terzo “LYTRO”

untitledLytro, Inc. è una startup fondata nel 2006 da Ren Ng, ricercatore nell’area Light Field all’ Università di Stanford che produce fotocamere plenottiche per il mercato consumer. La società era originariamente nota come “Refocus Imaging”. La tecnologia Lytro messa a disposizione del mercato consumer potrebbe raggiungere l’attenzione di produttori di tecnologie, nello specifico di smartphone, interessati al brevetto. Esistono migliaia di app nei diversi store per smartphone che permettono di editare una foto dopo lo scatto. Oggi più che mai, l‘immagine gioca un ruolo fondamentale nella società e nelle interazioni tra le varie componenti. La condivisione di immagini è diventata, quanto mai, centro focale della comunicazione, in tutti i settori. Lo sapeva bene Steve Jobs che, come scritto nel libro di Walter Isaacson, aveva in mente di rivoluzionare anche il comparto imaging dei suoi device, incontrando il CEO Ren Ng dell’azienda Lytro, cercando di capire come integrare quel sistema di lenti nei suoi iPhone. A partire dal 21 giugno 2011, Lytro ha generato circa 50 milioni di dollari. Questo  finanziamento è stato guidato da NEA, con la partecipazione di investitori tra cui Andreessen Horowitz, Greylock Partners e K9 Ventures insieme ad investitori individuali.

fotografia plenottica

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La prima macchina fotografica che utilizza i raggi luminosi è stata teorizzata da Gabriel Lippmann nel 1908. Nel 1992 Adelson e Wang hanno presentato il progetto di una fotocamera plenottica. Senza addentrarsi in complicati tecnicismi, una macchina light field (plenottica) è capace di catturare tutte le variazioni di direzione di ogni raggio di luce presente nella scena (grazie a un sistema di lenti, circa cento nella illum) e trasmetterle ad un processore, capace di tradurre quelle informazioni in nuove possibilità  in  fase di post produzione. In confronto alla fotografia tradizionale, che cattura solo un flusso di luce, la plenottica cattura diversi flussi da differenti prospettive. Tutto ciò si traduce in velocità di scatto, buone immagini anche in condizioni di scarsa luminosità e la peculiare possibilità di mettere a fuoco e/o cambiare leggermente prospettiva dopo l’avvenuta cattura della foto. Unico svantaggio la risoluzione non troppo alta.

i primi passi

Nel 2011, Lytro ha prodotto la propria fotocamera tascabile. untitled
La Lytro light-field camera la prima generazione di fotocamera plenottica portatile capace di catturare immagini rifocalizzabili in post produzione. Disponibile al pubblico dal 19 ottobre 2011, in due versioni da 8 e 16 GB di storage interno. In questo modello delle apposite lenti sono in grado di catturare 11 milioni di raggi di luce. Scatta in formato quadrato creando un’immagine a 1080*1080 pixel circa 1.2 megapixel. Prezzo di listino 399 dollari.

LYTRO | ILLUM non solo massa

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Nell’aprile 2014 Lytro presenta la seconda fotocamera, stavolta simile a una tradizionale reflex. Corpo in magnesio. Obbiettivo in alluminio anodizzato con zoom ottico 8x da 30-250 mm e con apertura fissa di f/2.0. Il sensore, rinnovato, cattura 40 milioni di raggi di luce. Macro 1:3, focus a 0 mm dalla parte anteriore della lente. Scatta a 2500*1738 pixel circa 4,3 megapixel. Il grip è avvolto in silicone. Processore Qualcomm Snapdragon 800. Display LCD touchscreen da 4″  risoluzione 480*480 inclinato verso il basso poiché (illum non è dotata di mirino) scattando da display si tende a mantenere la fotocamera sotto il livello degli occhi. Connettività Wi-Fi per la condivisione online. Slot per schede SD e porta usb 3.0 standard. Software di elaborazione (Desktop) compatibile con i noti Adobe Photoshop e Lightroom. Disponibile da Luglio 2014, prezzo di listino 1.599 euro.

Specifiche complete: https://www.lytro.com/camera/specs/

la novità è qui

Una simulazione di ciò che è possibile fare in post produzione, modificando messa a fuoco, zoom e prospettiva.

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I comandi sono semplici: play per far partire la simulazione in automatico. Altrimenti un clic su una parte dell’immagine per il refocus, un clic e trascina per il cambio prospettiva doppio clic per lo zoom.

* in a different light

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Official site: https://www.lytro.com/

Oculus Rift. la realtà virtuale è diventata realtà.

Oculus_RiftSviluppato dalla startup Oculus VR attraverso Kirckstarter, Oculus Rift è stato lanciato dal fondatore Palmer Luckey e dai cofondatori di Scaleform, riuscendo ad ottenere una forte notorietà, l’attenzione del panorama videoludico e non solo.

entriamo nel vivo

Quando si parla di visione 3D vengono in mente centinaia di grigi occhialini in un grosso contenitore, conseguenze di idee e progetti che avrebbero potuto dare il via ad una rivoluzione, una di quelle commerciali s’intende, nei vari settori dell’intrattenimento. Ci hanno provato. Conosciamo tutti la tecnologia 3D e ne abbiamo assaporato i risultati. Ecco, prendete tale tecnologia e dimenticatela. Non preoccupatevi è quello che faranno produttori cinematografici, software house e operatori annessi. Il trinomio “occhialini – idee – progetti” ha un nome, Oculus Rift.

più di così non si può

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Oculus Rift è un visore per la realtà virtuale dotato di una tecnologia sofisticata e studiata nei minimi particolari. Vediamo le caratteristiche tecniche.

Il primo prototipo usava uno schermo da 5,6 pollici ma dopo la campagna avvenuta su Kickstarter si è deciso di passare ad uno schermo di 7 pollici. Lo schermo LCD ha una profondità di colore di 24 bit per pixel ed è abilitato alla stereoscopia 3D. Il campo di visione è di oltre 90 gradi in orizzontale (110 gradi di diagonale), che è più del doppio rispetto agli altri dispositivi concorrenti. La risoluzione è di 1280×800 (16:10 aspect ratio), cioè 640×800 per occhio (4:5 aspect ratio). La risoluzione sarà aumentata a 1920×1080 nella versione commerciale. Usa una combinazione di 3 assi giroscopi, accelerometri e magnetometri, che lo rendono capace di assoluta precisione nel rilevamento dei movimenti della testa. Il peso dell’auricolare è di circa 379 g. Il kit di sviluppo include anche lenti intercambiabili che permetteranno la semplice correzione diottrica.

“realtà virtuale” fa rima con “mal di mare”

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Attenzione alla principale differenza da ricordare: nel 3D la nostra percezione visiva rimane “ancorata alla realtà fisica” mentre qualche effetto stereoscopico ci stupisce… nella realtà virtuale navighiamo, letteralmente, in ambientazioni fotorealistiche in tempo reale.

“dopo pochissimo, avvertirete la necessità di muovervi in un ambiente reso così credibile da un gadget, tanto da sentire l’irrefrenabile pulsione di camminare e muovere i piedi. Lo spavento di trovarsi davanti a un baratro è ora reale, vedere correre un nemico verso di te, angosciante. È il cervello ad assorbire informazioni in maniera completamente diversa dal solito, l’esperienza è qualcosa di non paragonabile a nulla.

E’ qui forse che può nascere un problema con la periferica. Prima di indossarla ci è stato chiesto se preferissimo giocare da seduti o in piedi. In piedi è più facile muoversi liberamente, la sensazione di immersione è maggiore. Ma dopo pochi minuti abbiamo sentito la necessità di sederci, tanta è la forza di Oculus Rift nel trasportarci dentro il gioco annullando completamente il nostro corpo all’esterno, come se il cervello quasi facesse fatica a gestire due corpi in due spazi contemporaneamente. Un malessere paragonabile per certi versi alle vertigini. Nulla di irreparabile, una volta seduti tutto è tornato normale, ma è certamente qualcosa che gli sviluppatori dovranno tenere in considerazione”.

Alcune delle esperienze già vissute con Oculus Rift, da tester e sviluppatori ma anche dal pubblico della recente GDC 2014, hanno rassicurato investitori e utenti finali che hanno osservato l’evoluzione del prodotto, inizialmente abbozzato, in qualcosa di rivoluzionario. Così, se inizialmente, peso del visore, scarsa qualità delle lenti, bassa risoluzione e tipologia differente del display (con conseguente latenza) provocavano nausea e un certo fastidio nell’indossarlo, adesso con alcuni accorgimenti e principalmente grossi investimenti economici, l’Oculus sembra aver raggiunto la fase beta.

tante possibilità

Cinema e tv, videogiochi, turismo virtuale, acquisti online, pornografia. Questi i settori di applicazione che Oculus sembra contenere nel proprio “codice genetico”. Immaginate di provare come si sta immersi a centinaia di metri sotto l’oceano pacifico, cavalcare draghi in mondi magici o comandare potenti esoscheletri in guerre avveneristiche. Andare al cinema potrebbe diventare un rito obsoleto se pensate che basterà indossare i vostri Oculus per ritrovarvi catapultati in un horror di qualità, magari con visuale in prima persona, comodamente seduti sul divano di casa. L’acquisto di una maglietta sarà più semplice se, previa scansione del vostro corpo, indosserete il vostro visore per raggiungere quel famoso sito di e-commerce dove potrete provare ciò che più vi piace. E infine la pornografia, immaginate.

la realtà virtuale nel futuro di Mark

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“Con Oculus c’è la possibilità di creare la piattaforma più social di sempre, e cambiare il nostro modo di lavorare, giocare e comunicare”.

Questa la dichiarazione di Zuckerberg dopo l’acquisizione. Facebook punta ad ampliare il raggio di azione di Oculus oltre il gaming espandendolo a nuove aree quali la comunicazione, i media, l’intrattenimento. Mentre si fanno avanti diversi pretendenti alla collaborazione per l’evoluzione del progetto, la compagnia Andreessen Horowitz, già conosciuta per aver supportato grandi progetti di altre società come Facebook, Twitter e Skype, dopo un ingente “donazione” inserisce il cofondatore Marc Andreesen per ricoprire un ruolo da direttore all’interno di Oculus VR.

Qualcuno ha pensato a un “second life” del 3° millennio?

alcune cifre

2,4 milioni di dollari attraverso la piattaforma di crowdfunding “Kickstarter” ottenuti dal fondatore Palmer Luckey.

75 milioni di dollari, da parte della compagnia Andreessen Horowitz.

Il 25 marzo 2014 la società è stata acquistata da Facebook

2 miliardi di dollari, di cui 400 milioni di dollari in contanti e 23,1 milioni di azioni per l’acquisizione da parte di Facebook.

100.000 e oltre le consegne di DK1 e DK2 agli sviluppatori in 130 Paesi del mondo

350 dollari il prezzo per il “Development Kit 2″, (spese di spedizione e tasse escluse).

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Un nuovo prototipo, nome in codice “Crescent Bay”, è stato appena presentato a Oculus Connect 2014 e sembra porre le basi per un ulteriore perfezionamento prima della, quasi imminente, commercializzazione.

Official site http://www.oculus.com/

iPhone6 e Apple Watch.

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Se ne parla da mesi, finalmente è arrivato, in coppia al proprio wearable tech.

dove e come

Il mercato della “tecnologia indossabile” è aperto e le vetrine ancora da riempire, apple vi entra in tempo ma senza grosse novità con il suo Apple Watch. Compagno di viaggio il nuovo iphone 6 e la variante 6 plus che, in questo caso, introduce la società di cupertino alla competizione con le major, offrendo uno smartphone dalle dimensioni più generose e confrontandosi con molti phablet già in commercio.

ecco a voi “iPhone6”

Il display, multi-tuoch da 4,7 e 5,5 pollici per uno spessore di rispettivamente 6,9 mm e 7,1mm. Nuova fotocamera iSight da 8MP con Focus Pixels  sistema operativo iOS 8. Teconologia 4g LTE  e batteria due volte più potente rispetto a quella del 5 s, 19 ore di autonomia rispetto alle vecchie 10. Ritorna il touch-id. Finora specifiche di adeguamento, le novità risiedono nell’ app apple-pay, in coppia alla tecnologia NFC compatibile solo con la suddetta app etc. Apple r-innova.hero_large

ci siamo “Apple Watch”

Display da 1.3 e 1,5 pollici. Tre varianti Apple Watch, Apple Watch Sport, e Apple Watch Edition, quest’ultimo con cassa in oro 18 carati. Messaggi, telefono, mappe. Siri è integrata. Un pacchetto Fitness tracker completo di tutti i sensori utili. La digital crown, ispirata agli orologi analogici offre un nuovo tipo di interazione. Retro compatibile, esclusi 4s e 4. La funzione “glances” (sguardi) permette una rapida visualizzazione delle informazioni. Ricarica wirless etc. Certe funzioni riproposte in chiave Apple.

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sostanzialmente

Apple è sinonimo di design, la mission è raggiungere un target di fascia medio-alta che apprezzi l’eleganza e la semplicità. Nelle ultime mosse però, vedi iphone5c fascia economica per gli standard apple, la scelta, nell’utilizzo di materiali “poveri” come il policarbonato e le molte varianti cromatiche, è sinonimo di evoluzione dell’offerta che il CEO Tim Cook trasmette all’attuale apple watch con tutte le possibili combinazioni a disposizione, dai materiale ai colori.

novità in casa

Apple quindi fa il suo gioco, gettando le fondamenta per un gadget che vede già altri protagonisti sul mercato. Il parco della tecnologia indossabile si compone di diversi modelli e marchi, con funzionalità organizer o fitness. Apple Watch si colloca nel proprio settore,  ovvero quello del gadget raffinato e funzionale pronto a diventare un oggetto di culto, economicamente, abbordabile. Prezzo base 349 dollari.

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Android Auto – Integrazione smartphone auto by Google

Dopo essere entrato nelle nostre case (attraverso il computer) e nelle nostre tasche (grazie agli smartphone), ora Google punta a diventare una presenza costante anche nelle nostre macchine. Il nuovo campo di battaglia dei colossi dell’elettronica, infatti, sembra spostarsi verso i sistemi di integrazione degli smartphone in auto, come dimostrano la presentazione, mercoledì scorso alla conferenza degli sviluppatori Google I/O a San Francisco, di Android Auto. Che è la risposta open source alla piattaforma CarPlay di Apple, annunciata lo scorso marzo al Salone di Ginevra. In entrambi i casi, si tratta di sistemi che permettono di usare cellulare e tablet attraverso i comandi e lo schermo tattile dell’automobile, per mandare messaggi, leggere mail, consultare le mappe o ascoltare musica in streaming.

Obiettivo? Migliorare la sicurezza in auto: maneggiare il telefono è pericolosissimo, oltre che vietato dal Codice della strada. E se è vero, come si legge sul blog di Google, che “la maggior parte delle persone controlla il cellulare più di 150 volte in un giorno”, e che “molti di noi vogliono essere connessi anche quando guidano”, ben vengano sistemi efficaci, chiari, gestibili tramite comandi vocali per restare connessi alla Rete senza distogliere lo sguardo dalla strada. Beninteso, di sistemi per utilizzare i cellulari in auto ne esistono già, ma rispetto a Mirror Link o ad altre piattaforme disponibili sul mercato, i nuovi sistemi Apple e Google promettono un’interazione migliore fra macchina e dispositivi mobili, poiché disegnati appositamente per il relativo sistema operativo. Rispetto alla piattaforma CarPlay, che come da filosofia Apple è un sistema chiuso e oggi funziona solo con gli iPhone 5, 5S e 5C, il sistema di Google ha il vantaggio di sfruttare il sistema operativo per dispositivi mobili più diffuso al mondo, di essere personalizzabile e aperto a tutti i produttori di smartphone e tablet e a tutti gli sviluppatori di applicazioni.

Secondo quanto dichiarato dal direttore tecnico di Android Patrick Brady durante la conferenza di presentazione, Android Auto è un’interfaccia ottimizzata per la guida che sfrutta alcune delle applicazioni presenti sul cellulare, il che permette al sistema di aggiornarsi ogni volta che si aggiorna (o si cambia) il telefono. Nella speranza che la piattaforma installata in auto nel 2014 sia in grado di dialogare con gli smartphone che utilizzeremo fra otto o dieci anni…

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Per allargare al massimo il bacino dei suoi utenti, intanto, Google ha fondato la “Open Automotive Alliance”, che riunisce decine di aziende automobilistiche e tecnologiche fra cui i gruppi Fiat-Chrysler (con i marchi Fiat, Abarth, Alfa Romeo, Maserati, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram),Volkswagen (Audi, Volkswagen, Seat, Skoda), General Motors (Chevrolet, Opel), e poi Honda,Mazda, Suzuki, Renault, Nissan e Volvo. Anche Apple ha già raccolto le adesioni di diversi marchi al suo CarPlay (nella foto in basso): quest’anno lo proporrà su veicoli Ferrari, Honda, Hyundai, Mercedes e Volvo, e in futuro anche su BMW, Audi, Citroën, Peugeot, Ford, Jaguar, Land Rover, Kia, Mitsubishi, Opel, Subaru, Suzuki e Toyota. C’è da aspettarsi, però, che nessun costruttore voglia limitare la sua clientela ai possessori di un certo tipo di cellulare e che, col passare dei mesi, tutti si attrezzeranno per proporre entrambe le interfacce.

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L’interesse di Google per le auto, comunque, va oltre la telefonia e l’infotainment automobilistico. Android Auto garantirà innanzitutto la fedeltà degli utenti Android, e dunque permetterà al sistema operativo di mantenere la supremazia nel mondo mobile: visto che cellulari e tablet si cambiano molto più spesso dell’auto, Google invoglierà chi possiede una macchina con Android Auto a restare su un cellulare Android, piuttosto che passare ad un (almeno per ora) incompatibile iPhone. Inoltre, “big G” potrà raccogliere dati sul nostro modo di guidare, scegliere percorsi, utilizzare navigatori e musica in streaming. Una gigantesca mole di informazioni che milioni di dispositivi Android potrebbero raccogliere direttamente sulla strada per facilitare l’azienda californiana nella progettazione della sua Google car a guida autonoma.

Fonte articolo: Il fatto quotidiano 

Arduino TRE – cosa ci aspetta?

Nato dalla collaborazione tra Arduino e la BeagleBoard.org, Arduino TRE apre il via alla terza generazione di queste fantastiche schede per il physical computing.

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Grazie al processore della Texas Instrument Sitara AM335x da 1GHz, tutti gli appassionati di Arduino avranno a disposizione una scheda con prestazioni eccezionali (promettono prestazioni 100 volte superiori ad Arduino UNO e Arduino Leonardo).

Ma non è tutto, Arduino TRE sarà in grado, proprio grazie a queste sue nuove caratteristiche, di far girare al suo interno un sistema operativo Linux completo (a differenza di Arduino YUN che contiene una variante leggera OpenWRT di Linux) aprendo così la strada allo sviluppo di applicazioni avanzate Linux-powered.

Oltre a quattro prese USB (una presa doppia sul lato sinistro e una presa doppia sul lato destro ed una ulteriore MicroUSB, sono presenti due porte Audio IN/OUT, la classica presa Ethernet ed infine una presa HDMI (risoluzione 1920×1080) per connettere direttamente la scheda ad un monitor o alla TV.

Mentre per quanto riguarda il chipset nella scheda è presente, oltre al nuovo processore Sitara AM3359, anche un processore ATmega32u4.

Infatti come è stato già evidenziato durante alcune presentazioni del prodotto, possiamo considerare Arduino TRE come due schede in una. Una scheda con il processore ARM Cortex-A8 based Sitara AM335x su cui eseguire le applicazioni Linux e gestire le interfacce di un computer SBC Single Board Computer (video, audio, USB, Ethernet, ecc) e una scheda con un microcontrollore ATMEL ATmega che si occupa del mondo reale ( I/O digitali e analogici, PWM outputs, sensor shields, ecc.).

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Specifiche Tecniche

  • Processor Texas Instrument Sitara AM335x ARM Cortex-A8
  • Clock Speed: 1Ghz
  • SRAM: DDR3L 512Mb RAM
  • Networking: Ethernet 10/100
  • USB: 1 USB 2.0 device port, 4 USB 2.0 host port
  • Video: HDMI (1920×1080)
  • Audio: HDMI, stereo analog audio input e output
  • Digital I/O pins (3.3V Logic): 12
  • PWM Channels (3.3V Logic): 4
  • MicroSD Card: Yes
  • LCD Expansion Connector: Yes
  • CAN on expansion Connector: Yes
  • Microcontroller: Atmel ATmega32u4
  • Clock Speed: 16MHz
  • Flash Memory: 32Kb
  • SRAM: 2.5Kb
  • EEPROM: 1Kb
  • Digital I/O Pins (5V logic): 14
  • PWM Channels (5V logic): 7
  • Analog Input Channels: 6 (plus 6 multiplexed on 6 digital pins)

Per concludere abbiamo parlato che è nato dalla collaborazione tra Arduino e la BeagleBone.org. In effetti possiamo notare che la scheda BeagleBone Black ha come caratteristiche proprio le particolarità aggiunte ad un Arduino Leonardo per ottenere un Arduino TRE. Quindi per rafforzare il concetto di due schede in una:

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Che dire? Non ci resta che aspettare…

Pocket Printer, la mini stampante da tenere sul palmo della mano

Portabilità, parola d’ordine da più di dieci anni a questa parte; sono ormai lontani i tempi in cui l’utente doveva per forza star seduto ad una scrivania per navigare, scaricare o scrivere mail. Grazie a dispositivi sempre più leggeri, potenti e portatili quali smartphone e tablet,  è possibile eseguire tutte le operazioni possibili in mobilità. Unico neo che affligge ancora gli utenti di tutto il globo è la stampa in mobilità, infatti risulta ancora difficile portarsi dietro una stampante e stampare all’occorrenza i propri documenti; ma grazie all’idea di un team, gli Zuta Labs, presto questo sarà possibile.

Pocket Printer, il nome di questa meraviglia teconologica che Zuta Labs vuole lanciare in commercio, l’obiettivo finale da raggiungere su Kickstarter per iniziare a produrre questa stampante portatile è quello di raggiungere 400,000 dollari ed attualmente il progetto ha già ottenuto quasi 310.000 dollari.

La Pocket Printer funziona a batterie ed è in grado di stampare fino a 1000 pagine, così a rivelato il team di sviluppo, dimensioni ridottissime, circa 10 cm per 10 cm, e con un peso di 300 grammi, questa stampante portatile abbatterà del tutto le difficoltà di stampa in mobilità!
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