Elettronica – Audio HIFI

dal 1978 a Vittoria RG

Il nuovo portale della filodiffusione

impiantofilodiffusione.it è il nuovo portale della filodiffusione

impiantofilodiffusione.it - home page

impiantofilodiffusione.it – home page

è questo il nome del nuovo negozio online dedicato al mondo della filodiffusione; Il portale, di nostra proprietà, nasce per fornire un assistenza alla vendita e all’istallazione sul mondo della filodiffusione.

Su impiantofilodiffusione.it, il nuovo portale della filodiffusione, potrai trovare tantissime soluzioni per la tua diffusione musicale, chiedere supporto e/o assistenza all’installazione del tuo impianto, trovare guide e aggiornamenti relativi al mondo della musica e alla sua diffusione.

Lo store è diviso infatti in due sezioni, una prima sezione dedicata alla vendita di Amplificatori, Diffusori, Kit di filodiffusione, MicrofoniCavi e accessori  e un’altra sezione Blog ricca di notizie e guide che ti aiuteranno a saperne di più sul mondo della filodiffusione.

Acquista impianto audio di filodiffusione, amplificatori audio e diffusori su impiantofilodiffusione.it

impiantofilodiffusione.it – shop page

Una nuova possibilità che abbiamo implementato in questi anni e che continueremo a migliorare è la realizzazione di impianti di filodiffusione ad-hoc, su misura.

Molte volte la realizzazione di un sistema di filodiffusione musicale non risulta tanto semplice, proprio per questo inviando una mail all’indirizzo domande@impiantofilodiffusione.it con allegato foto o planimetria dei tuoi ambienti, provvederemo alla progettazione del tuo impianto di filodiffusione in base alle esigenze dell’ambiente in cui esso verrà collocato.

L’impegno e l’esperienza acquisita in più di quarant’anni fanno di impiantofilodiffusione.it un portale ricco di contenuti e prodotti all’avanguardia, validi, garantiti e sempre aggiornati. Dall’idea di creare un pacchetto completo per gli utenti che si accingono all’acquisto di un impianto di filodiffusione, sono nati i nostri Kit di filodiffusione, completi di tutto e pronti per essere installati. Ogni Kit viene fornito di istruzioni per l’installazione in modo da rendere molto semplice la messa in funzione dell’impianto. Scegli tra Kit ROCK, Kit POP, Kit DISCO e tanti altri, il sistema per la tua filodiffusione già pronto a suonare la tua musica.

Kit impianti audio filodiffusione

L’ADSL senza fili di Arpanet

logotypeArpanet, l’ADSL senza fili a Vittoria

Oggigiorno sono miriadi le possibilità per poter fruire dei servizi internet, contratti di reti ADSL ce ne stanno proprio tanti; Con canone e senza canone, con le chiamate incluse o meno, con servizio o disservizio,  con poco zucchero e tanto sale e così via. L’aumentare della richiesta di linee telematiche per fruire di internet e di tutti i servizi ad esso associati a fatto si che negli ultimi anni siano entrati nel mercato delle telecomunicazioni ache nuove realtà,  piccoli o medi fornitori di servizi ADSL, radicati nei territori di province e comuni, un esempio di queste realtà sul nostro territorio (Vittoria – Acate – Comiso e frazioni limitrofe) è Arpanet telecomunicazioni. Nuova realtà nata ad Acate (RG), si propone da subito come nuovo servizio per connettersi senza fili alla velocità di una classica ADSL via cavo. Dal momento in cui vi scrivo esistono due tipologie di contratti consumer, la BASIC da 7Mbps e la ULTTRA da 20Mbps o la possibilità di personalizzare la propria fornitura ADSL con Arpanet telecomunicazioni.

Deciso a cambiare servizio ADSL mi sono convinto a provare il servizio offerto da Arpanet attivando un contratto flat a 7 Mbps attualmente in promozione a € 15.00 al mese. Il servizio mi ha da subito attratto, in primo luogo per il prezzo, ma anche perché non prevede nessun obbligo di linea fissa e nessun canone da parte del cliente, inoltre abbandonare la signora Telecom era ormai divenuta una necessità, contratti dai prezzi troppo elevati per uno come me che utilizza l’ADSL a casa soltanto la sera e che non fa uso di telefono fisso in casa, pagare 49,00€ al mese era veramente diventato disumano.

12832411_768165659950201_1454544686871617467_nPrenotarsi per l’attivazione e la prima installazione è stato veramente semplice, chiamando il numero verde 800 166 309 mi sono prenotato e a distanza di 3 giorni lavorativi la mia ADSL è stata subito attivata; Infatti non appena i tecnici hanno finito di installare l’antenna e posizionare il router, dopo una breve verifica di copertura e taratura dell’antenna il servizio era pronto per essere utilizzato. Il puntamento dell’antenna, a detta dei tecnici, è avvenuto in maniera ottimale in quanto la zona di casa mia è pienamente coperta dal segnale Arpanet.

Il primo test di velocità della connessione parla chiaro, 7.98Mbps in download e 1,97Mbps in upload con un ping di 1 millisecondo, la mia prima reazione è stata: “niente male per un ADSL senza fili a 15 euro al mese”, ma il test della rete era appena iniziato.

Navigazione generale

Le prestazioni generali del servizio sono da considerarsi veramente ottime, fluida la navigazione sia da PC che da Smartphone, il caricamento delle pagine avviene in pochissimi secondi anche in pagine dall’elevata quantità di dati come Facebook o YouTube. Formidabile oltretutto la stabilità del segnale, sia in condizioni impervie (vento a 55Km/h, pioggia e temporali), che in condizioni ottimali con elevate temperature (25°/30° centigradi). VOTO 4/5

Visione di film in Streaming e YouTube

Uno di quei test che mi ha lasciato pienamente soddisfatto è stata la visione dei video YouTube in full HD tutta d’un fiato, come se fossi attaccato alla mia alice Business da 20Mbps; Cerchi il video, vai di play e nulla si ferma, nessun rallentamento nel caricamento del video, MERAVIGLIOSO.

Non sono mai stato un amante di film in streaming, al dire il vero odio vedere film in streaming, sia per una questione di qualità audio/video che per una questione di “inceppamenti” durante la visione, ma ho comunque avuto modo di testare l’ADSL Arpanet anche con quest’ultimo servizio. Leggeri rallentamenti si sono verificati solamente all’inizio della riproduzione, dopo circa 10/15 secondi il film ha iniziato la sua riproduzione in maniera fluida e senza batter ciglio. VOTO 5/5

Download e Upload di file

Ho provato a scaricare e uplodare file di grandi dimensioni (file ISO da 3/5 GB), mentre la velocità di Download è arrivata a toccare 1.1Mbps, quasi dimenticavo di stare su un’ADSL senza fili, Uplodando un file .iso da 3.43GB su un server remoto via client FTP siamo andati lisci come l’olio, in circa 16 minuti l’operazione era già stata eseguita, con una velocità che ha toccato picchi di 0,890Mbps. VOTO 5/5

Impressioni generali

Considerando i costi di prima installazione (100 € tra antenna, cavo e router) e l’anticipo di due mesi di navigazione (30€ per i primi due mesi) l’ADSL di Arpanet si è rilevata una soluzione veramente valida per avere connessione internet in casa spendendo veramente poco senza pagare canone e senza limiti di tempo. La consiglio a tutti quelli che hanno necessità di una linea ADSL low cost, facile da installare e affidabile a Vittoria e nelle zone di copertura de servizio, che a quanto dicono dovrebbe coprire pienamente il territorio di ACATE e VITTORIA.

Arpanet Telecomunicazioni si trova ad ACATE in Corso Indipendenza, 119 – Numero Verde 800 166 309 – info@arpanetitalia.com – arpanetitalia.com

Arpanet ADSL a 15€ al mese

 

Cicret bracelet, wereable – addio smartphone?

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Nessuna vera innovazione a essere sinceri, questo wearable racchiude alcune delle tecnologie che sono presenti in altri device, la genialità sta proprio in questo. In fase concept, (un prototipo del braccialetto dovrebbe essere presentato nel giro di poche settimane) con l’obbiettivo di messa in commercio per giugno di quest’anno e tante buone speranze nel riuscire a emergere tra i fratelli maggiori del settore auguro buon anno ai ragazzi di Cicret! (e a tutti voi!)

addio smartphone?

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Con Cicret bracelet si sostituisce effettivamente lo smartphone nell’uso quotidiano. Un concept questo, cui ambiscono tutti i device wearble, almeno in parte, per cui indossando un bracciale o uno smartwatch si delega la funzione di interfaccia con i nostri smartphone a schermi sempre più piccoli e poco pratici da usare (vedi le varie smartband). Il sistema che annuncia Cicret però sembra differente. Ciò che si vede nell’immagine sopra è sorprendente! E, premesso che potrebbe far venire alcuni dubbi, il meccanismo è semplice ed efficace.

proiezioni, ologrammi e fantasmi

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Vediamo come funziona questo gioiellino wearable. Un micro proiettore proietta l’immagine dell’interfaccia (proietta ma non è un ologramma) dello smartphone sul vostro polso, trasformandolo di fatto in uno schermo touchscreen. Quando premete col vostro dito sull’interfaccia interrompete uno dei fasci di prossimità. Questi otto fasci, una volta interrotti, inviano l’informazione al processore presente nel braccialetto sapendo esattamente dove avete premuto. Oltre il microproiettore, i sensori di prossimità e il processore nel Cicret sono presenti un’accelerometro, memory card + rom, componente per la vibrazione, porta micro usb, Bluetooth, wifi, led, pulsante di scatto e batteria. Disponibile (all’uscita) in due versioni da 16 e 32 GB e 10 colori.

be colorful

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I creatori hanno dato il via ad una raccolta fondi sul proprio sito, sono arrivati ad un esiguo 16 %, per auto finanziare il progetto e realizzare il primo prototipo di Cicret bracelet servono 700 mila euro. Le donazioni di un euro sono ben accette. Insomma un oggetto di design che unisce indossabilità e un certo insieme di innovazioni niente male ad un costo di 300 dollari (all’uscita). Vi lascio al video.

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Official site: http://www.cicret.com/wordpress/

 

 

Windows 10 for phone – Mix Wiew e le tile esplodono?

Senza titolo-1Ricordate le tile di Windows phone 7? Da quelle fino ad arrivare alle tile di 8.1 con annesse cartelle dinamiche? Bene, la notizia riguarda il comportamento delle (nome in codice?) “Mix Wiew” tile, in un futuro Windows 10 for phone. Vediamo di che si tratta.

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Di questo dispositivo non abbiamo, ovviamente, fonti certe data la sua cancellazione. La caratteristica principale in fatto di schermata start di questo device era la possibilità di richiamare una certa funzione, Mix Wiew per l’appunto, semplicemente avvicinando il dito al display touch. Avvicinando, sottolineo, perché questo device era portatore di quella tecnologia tendente al touch-less. Il 3D touch (vedi articoli precedenti) di McLaren era una caratteristica principale, che abbandonato il progetto, ha lasciato in eredità la componente grafica a Windows 10 con le future live tile.

qualche anticipazione

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In questa famosa applicazione di nome Zune, un player musicale in sostanza, c’è un chiaro esempio di cosa, probabilmente, vedremo nelle nuove tile almeno a livello grafico. Una sorta di raggiera che mostrerebbe delle anteprime o dei contenuti aggiuntivi intorno a quella che è la principale tile dell’app. Il sistema Mix Wiew quindi si propone di accorciare i tempi morti che riguardano apertura e chiusura di applicativi per concretizzare (con una soluzione grafica) l’immediatezza che tutti gli utenti cercano nell’utilizzo delle loro app.

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Anche in questa altra app, nota come Mix radio, troviamo un esempio “grafico” di Mix Wiew in cui la tile principale potrebbe essere “play me” e il resto funzioni complementari come la sezione playlist o riprodotti di recente o ancora store. Tutto ciò lo troviamo in forma statica ovviamente ma è il principio che appare simile al concept di Mix Wiew.

punto interrogativo ai rumors

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Ecco un’immagine interessante di quello che potrebbe essere la bozza di un risultato finale. La live tile in questione è di Facebook e si nota, tutt’intorno a mo’ di raggiera, una serie di pulsanti e funzionalità aggiuntive (almeno rispetto al tradizionale concept di tile) con la possibilità di non aprire un’app e controllare il tutto dalla schermata start. Voglio fare un post e taggare qualcuno, aggiungere foto e geo-localizzazione? Bene, basterà premere in un certo modo sulla (da ora in poi) “Mix Wiew Tile” e posso gestire tutto da qui. Il concetto di tile dinamiche insomma diventa sempre più radicale nel sistema più usato (almeno in versione home) del mondo. Bill sarà contento di sapere che questa implementazione farà contenti tutti gli utenti di Windows 10 che, smartphone alla mano, non staccheranno più gli occhi da quella, vagamente ipnotica, schermata start!

Myo – il wearable per eccellenza

myo_image_blackDimenticate mouse, tastiere e periferiche della serie kinect e simili. Prendete il dispositivo wearable di ThalmicLabs, l’ormai noto MYO e lasciatevi cullare da quella avveneristica sensazione di potere assoluto sulle macchine.

quando iron man è d’esempio

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Ricordate la scena futuristica, nel film sopra citato, in cui il protagonista progetta la sua armatura attraverso un sistema di gestures chiacchierando con l’assistente digitale di turno? Gestures rilevate da un terminale e tradotte in “azioni digitali”. Bene quel terminale rimarrà al proprio posto dato che con Myo potrete gestire la maggior parte delle funzioni con il vostro avanbraccio!

il futuro è presente

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La doppia introduzione, necessaria solo a chi come me è ancora incredulo, è comunque utile a sottolineare un aspetto sostanziale del device. Se Myo avrà successo sconvolgerà totalmente l’uso che facciamo attualmente delle nostre tecnologie. Se n’è parlato in un articolo precedente (vedi firephone di amazon) di questa tendenza dei produttori ad assottigliare l’esperienza tattile e quindi fisica di interfaccia con un device, per sostituirla con una prettamente visiva e recettiva annullando di fatto l’interazione classica, quasi “analogica”, in una dinamica e innovativa ove l’azione corrisponde quasi a un automatismo fisiologico (vedi le gestures o il movimento del capo).

non solo muscoli

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Scopo di Thalmic, fondata nel 2012 da tre ex studenti dell’università di Waterloo, è cambiare il modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia. Myo è un dispositivo wearable in grado di tradurre i segnali elettrici dei muscoli dell’avambraccio in comandi digitali con una tecnica chiamata elettromiografia. Esso capta le trasmissioni elettriche dei muscoli quando eseguono gesti. Quando girate o aprite una mano, o muovete le singole dita, una serie di impulsi elettrici percorrono il vostro avambraccio. Questi impulsi vengono rilevati e raccolti per comunicare a un software quale movimento o gesto avete espresso traducendosi in seguito in “azioni digitali”. In questo modo si è stilato un set di modelli  specifici e creato comandi digitali. Il sensore che rileva le gestures è dotato di una sorta di bio-feedback rendendolo capace di migliorarsi nella lettura dei movimenti. Inoltre, Myo vibra quando la persona completa un gesto riconoscibile: in questo modo anche gli utenti imparano  a comprenderne l’utilizzo. Questo avviene in tempo reale e gli usi a cui si può pensare sono infiniti.

Un controller per console, un dispositivo dedicato alla domotica, in ufficio per presentazioni o in campo di battaglia per comandare droni e simili.

per i developers

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Il loro progetto riscuote successi e loro assicurano una compatibilità con i maggiori sistemi tra cui android, ios e windows. Mettono a disposizione un pacchetto che comprende il Myo in bianco o nero, 1 cavo usb standard, 1 adattatore Bluetooth per windows e mac e 10 clip per adattare Myo al vostro avanbraccio. Il tutto a 199.00 dollari americani.

Dimensioni e peso
Dimensione del braccio: espandibile tra circonferenza avambraccio 7.5-13 pollici (19-34 cm)
Peso: 93 grammi
Spessore: 0,45 pollici
Gestualità e movimento
gesti delle mani rilevati dai sensori di muscolo EMG proprietarie
sensore di movimento altamente sensibili

Hardware

Sensori
Sensori EMG in acciaio inox, altamente sensibili IMU nove assi contenente il giroscopio, accelerometro, magnetometro a tre assi
LED
Doppio indicatore LED
Processore
Processore M4 ARM Cortex
Feedback tattile
Breve, medio, lunghe vibrazioni

 

Phoneblocks/Project Ara – Google è customizzabile

Project-Ara1Un progetto nato come Phoneblocks ma noto ai più con il nome in codice Project Ara. Google ne ha fatto emblema di uno scenario possibile e che si sta materializzando, strizzando l’occhio a tutto quel filone che riguarda l’open source, sia hardware che software. Le parole d’ordine sono personalizzazione, ecologia e artigianalità (almeno quelle di phoneblocks).

phoneblocks

“A phone worth keeping”

[youtube id=”I4fDKoIf6b4″ align=”center” mode=”normal” autoplay=”no” maxwidth=”698″]

Il concept iniziale ha avuto origine nel 2012. Il designer olandese Dave Hakkens ha annunciato il concetto di Phonebloks, telefono modulare potenzialmente indipendente dai big del settore, nel settembre 2013 con obbiettivo principale la riduzione dei rifiuti elettronici. A distanza di un mese, ottobre 2013, Motorola annuncia la sua collaborazione, con phoneblocks, attivando il progetto Ara. È necessario ricordare, facendo un passo indietro, che Google acquisì Motorola mobile nel 2011 e che si interessò alla telefonia modulare acquistando per esempio brevetti da Modu.

come funziona

components

Phoneblocks è costituito da una scheda principale, una sorta di mainboard, detta endos (un esoscheletro metallico unico componente prodotto da google) che ospita su di un lato i cosiddetti “blocks” blocchetti o piastrelle o mattoncini lego tutti dotati singolarmente di funzioni diverse e specifiche . Una volta “montati” i blocks sulla mainboard il collegamento è istantaneo e funziona come un interruttore collegando tutti i moduli attraverso magneti elettropermanenti, il concept prevede la sostituzione a device acceso, dunque un blocks per la batteria, uno per la fotocamera, un altro per il Wi-Fi e via dicendo. Sull’altro lato della mainboard va alloggiato il display che può essere di vari modelli e dimensioni in base alle esigenze dell’utente. Tre le dimensioni proposte all’utente con slot modulari da 2×5 ; 3×6 ; 4×7. I blocks saranno, potenzialmente, prodotti da terzi.

la speranza è ultima a morire

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Uno degli obbiettivi principali, si è detto, è la riduzione dei rifiuti elettronici.  Nel video promozionale ufficiale di phoneblocks questo è evidente ma quanto realizzabile? C’è una buona parte di critica che pensa questo sia paradossale in un device di tale concezione dato che i pezzi intercambiabili sarebbero molteplici. Proprio sulla questione dei blocks nasce poi un dubbio riguardo chi saranno i produttori. Si parla di una moltitudine di OEM che produrranno i pezzi o solo di alcuni big? La questione si lega anche al filone di artigianato digitale e open source hardware che con stampanti 3d e progetti da crowfounding potrebbero sviluppare una enorme rete di produttori/consumatori. Sarà permesso? C’è chi  intanto ha già pensato un servizio di stampa delle “shells” che vanno a rivestire i vari moduli e Google pensa di offrire un servizio simile tramite il proprio store.

project Ara

“The smartphone is one of the most empowering and intimate objects in our lives. Yet most of us have little say in how the device is made, what it does, and how it looks. And 5 billion of us don’t have one. What if you could make thoughtful choices about exactly what your phone does, and use it as a creative canvas to tell your own story?

Introducing Project Ara.

Designed exclusively for 6 billion people”

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nel frattempo google

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Un device attualmente ha un ciclo di vita relativamente breve, phoneblocks/Ara lo allungherebbe. Ci sarebbe scambio di moduli con altri utenti e di moduli non funzionanti con dei nuovi. Gli aggiornamenti hardware sarebbero più semplici e immediati e ancor più, meno costosi. Rimane la questione del rapporto tra efficienza volumetrica e modularità a discapito di peso e dimensioni complessive. Google introduce insomma un sistema dinamico che non si era mai visto nel mercato della telefonia, ampliando la propria competenza oltre l’open software (android) e le possibili personalizzazioni, per sfociare nel campo open hardware rendendo chiunque, di fatto, capace di costruire moduli senza licenze o canoni. Nascerebbero così centinaia di produttori che visti i costi ridottissimi si avvicinerebbero al mercato, pronto a nascere, della telefonia modulare. Big G ha pensato a tutto con conferenze per sviluppatori e campagne promozionali con l’obbiettivo di mettere in commercio il primo modello commerciale già nel 2015. La fidelizzazione è personalizzazione e con project Ara siamo nel futuro. Un futuro per 6 miliardi di persone.

sta arrivando

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Novità per Project Ara, Google annuncia (con lo spot in alto) che il dispositivo sarà disponibile a metà di questo anno e che i moduli disponibili saranno circa trenta. Unico accento negativo, la messa in commercio è limitata al Puerto Rico. Progetto pilota, dunque, per capire quanto potrà avere successo il nuovo modello Spiral 3.

Official site:  http://motorolaara.com/

Android Lollipop – il design secondo google

materialdesign-goals-landingimage_large_mdpiMatìas Duarte, cileno classe “73, è un computer interface designer, vice presidente di Google Design, ha cambiato Android con il suo “material design”. Colori pastello, card e responsive per un sistema tutto da assaporare. Android Lollipop è arrivato.

il materiale è la metafora

style-color-colorstory-01_large_mdpiSuperfici piatte, tinte unite, finestre dinamiche e ombreggiate. La filosofia del material design estrae dalla realtà tattile e visiva quegli elementi tipici di carta e inchiostro per tradurli in interfaccia digitale. Retaggio di elementi progettuali nel’ottica della tipografia e della composizione dedita alla stamapa, le card, i colori affiancati allo spazio “carta”, il bianco per intenderci, accordati a griglie compositive, la giustapposizione delle scale cromatiche creano una gerarchia sistemica che semplifica e rende intuitivo un sistema operativo che peccava di fronzoli stilistici.

responsive mood

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In un momento in cui tutte le major informatiche, che offrono sistemi operativi, si rivolgono al cross Platform (multi piattaforma) Google Design arriva in tempo e con una scelta stilistica, e aggiungerei manageriale, azzeccata e affascinante. Dopo il restyiling di iOS e le piatte live tile di Windows, l’azienda di Mountain wiew rigenera e rinfresca la sua interfaccia, applicabile a qualunque formato, cominciando con i googlefonini e distribuito in seguito agli altri OEM.

l’importanza del changelog

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  • Material Design: rinnovamento della UI con un nuovo stile grafico che ormai tutti conosciamo
  • Notifiche più “smart”, con la possibilità di rispondere a messaggi dalla schermata di sblocco, selezionando quali contatti “privilegiare”. Possibile anche rifiutare o rispondere ad una chiamata senza interrompere ciò che si sta facendo grazie ad un pop-up interattivo.
  • Batteria: nuova funzionalità “risparmio energetico” capace di donarci un’ora e mezza di utilizzo aggiuntiva. L’icona nella notification bar ci mostrerà quanto tempo manca alla ricarica completa del componente.
  • Sicurezza: gli smartphone smarriti o rubati potranno essere controllati da remoto per eseguire una crittografia dei dati. Incluso SELinux di default per una migliore difesa contro malware e simili. Possibile anche associare un device dotato di NFC allo smartphone in questione per uno sblocco sicuro.
  • Multi-utenti: funzione già presente sul Nexus 7, che consente la creazione di più utenti su un unico telefono, presente anche un “utente Guest” per mostrare il terminale ad un pubblico poco interessato ad i nostri dati.
  • Nuovi toggle e possibilità di accedere alle impostazioni più utilizzate tappando due volte sulla parte alta dello schermo.
  • Migliorata la ricezione e la gestione del Bluetooth per un consumo minore di energia, aggiunti nuovi criteri di sicurezza per la connessione a reti Wi-Fi.
  • Runtime ART attiva di default, con un incremento prestazionale notevole.
  • Possibilità di poter interagire in vari modi con i processi in background.
  • Pieno supporto ai SoC a 64-bit senza alcun emulatore: il linguaggio JAVA a 64-bit verrà eseguito naturalmente.
  • Miglioramenti generali al comparto audio, video, e fotografico, con la possibilità di collegare microfoni / altoparlanti ed altro tramite la presa micro-USB.
  • Pieno supporto alle OpenGL ES 3.1 per una grafica ancora migliore di quanto già non sia.
  • Supporto di nuovi formati per le immagini come YUV e Bayer RAW.
  • “OK Google” anche a display spento.
  • Android TV basata su Android 5.0, verrà adottata da parecchi partner.
  • Migliorate le opzioni per gli ipovedenti.
  • Aggiunte 15 nuove lingue.

Vi lascio al video:

[youtube id=”Q8TXgCzxEnw” align=”center” mode=”normal” autoplay=”no” maxwidth=”648″]

Official site:   http://www.google.com/design/

OkGlass, dimmi della realtà aumentata…

untitledSe ne chiacchiera da un paio d’anni, Google Glass è un progetto straordinario, trova già mille applicazioni in diversi settori, da quello medico a quello industriale. Non sono ancora in vendita sul mercato consumer ma con il programma Google Glass Explorer Edition gli sviluppatori hanno già messo le mani su un prodotto che promette bene. Un prodotto che presto accompagnerà la quotidiana realtà di noi tutti.

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realtà aumentata?

untitsledLa realtà aumentata (Augmented Reality) è la sovrapposizione di informazioni digitali, siano esse testuali o visive, alla percezione sensoriale umana. Ovvero, attraverso sistemi di proiezione o schermi, viene simulata un’interfaccia visiva, composta da varie informazioni, che va ad “aumentare” quella  che è la percezione di default di un essere umano, determinata dai cinque sensi, in una specifica situazione. Questo è totalmente differente, per esempio, dalla realtà virtuale di “Oculus Rift” (vedi articolo), nella AR la realtà rimane quella che percepiamo direttamente, con l’aggiunta di informazioni contestuali.

nel dettaglio?

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Nell’immagine si può osservare un piccolo parallelepipedo trasparente, un prisma al suo interno riceve le immagini inviate da un micro proiettore, a loro volta inviate dal software, l’occhio infine fa il resto. Una particolarità di questi occhiali indossabili è la trasmissione dell’audio, nessun auricolare (anche se è possibile utilizzarlo) accade tutto tramite conduzione ossea ovvero la trasmissione del suono attraverso le ossa del cranio all’orecchio interno. Curioso? La conduzione ossea è il motivo per cui ci chiediamo sempre il perché del suono diverso della nostra voce registrata e riprodotta da un dispositivo. Il mistero sta nelle basse frequenze trasmesse dal cranio che a differenza dell’aria riduce il tono e l’intensità della propria voce apparendo diversa alle orecchie altrui o alle proprie nel caso di una registrazione.

per i geek!

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Naselli (disponibili in due dimensioni) regolabili e telaio resistente adattabile a qualsiasi volto, display ad alta risoluzione l’equivalente di uno schermo a 25 pollici ad alta definizione da otto metri di distanza, fotocamera 5 MP, video  720p, audio con trasduttore a conduzione ossea, connettività WiFi – 802.11 b / g , Bluetooth. Archiviazione 12 GB di memoria utilizzabile, sincronizzato con Google cloud storage. 16 GB Flash totale. Batteria un giorno di utilizzo tipico. Alcune funzioni, come la registrazione video, ne riducono la durata. Carica batterie e Cavo Micro USB incluso. Compatibilità mobile con MyGlass app che consente di impostare contatti e altro. È disponibile per Android e iOS. Prezzo? 1500 dollari.

tanta tecnologia in 43g

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Comandi vocali, trasduttore osseo, comandi soft touch, collegamento a internet… insomma questi Glass di bigG sembrano davvero un concentrato di innovazione. Gli usi che se ne possono fare sono molti, ultimamente uno in particolare mi ha colpito si tratta di “Captions” un’ app sviluppata sulle specifiche capacità tecnologiche di Google Glass. Il funzionamento di tale app è semplice, tradurre in tempo reale ciò che l’interlocutore sta dicendo mostrando la traduzione sullo schermo. I settori sono potenzialmente infiniti: turismo,soccorso medico,istruzione, la possibilità di avere una traduzione istantanea per abbattere finalmente le barriere linguistiche. Vi lascio al video.

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Official site: http://www.google.com/glass/start/

 

ILLUM – 940 g di nuove prospettive.

dscf0892__1_-2040-0_standard_1025-0Basata su principi teorici “vecchi più di un secolo” e due decenni di sperimentazione alle spalle, la Lytro | Illum, , a detta del ricercatore Yi.Ren Ng, sconvolgerà il concetto di prospettiva e messa a fuoco come lo conosciamo oggi, promettendo di rivoluzionare il comparto fotografico di qualsiasi dispositivo.

incontri ravvicinati del terzo “LYTRO”

untitledLytro, Inc. è una startup fondata nel 2006 da Ren Ng, ricercatore nell’area Light Field all’ Università di Stanford che produce fotocamere plenottiche per il mercato consumer. La società era originariamente nota come “Refocus Imaging”. La tecnologia Lytro messa a disposizione del mercato consumer potrebbe raggiungere l’attenzione di produttori di tecnologie, nello specifico di smartphone, interessati al brevetto. Esistono migliaia di app nei diversi store per smartphone che permettono di editare una foto dopo lo scatto. Oggi più che mai, l‘immagine gioca un ruolo fondamentale nella società e nelle interazioni tra le varie componenti. La condivisione di immagini è diventata, quanto mai, centro focale della comunicazione, in tutti i settori. Lo sapeva bene Steve Jobs che, come scritto nel libro di Walter Isaacson, aveva in mente di rivoluzionare anche il comparto imaging dei suoi device, incontrando il CEO Ren Ng dell’azienda Lytro, cercando di capire come integrare quel sistema di lenti nei suoi iPhone. A partire dal 21 giugno 2011, Lytro ha generato circa 50 milioni di dollari. Questo  finanziamento è stato guidato da NEA, con la partecipazione di investitori tra cui Andreessen Horowitz, Greylock Partners e K9 Ventures insieme ad investitori individuali.

fotografia plenottica

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La prima macchina fotografica che utilizza i raggi luminosi è stata teorizzata da Gabriel Lippmann nel 1908. Nel 1992 Adelson e Wang hanno presentato il progetto di una fotocamera plenottica. Senza addentrarsi in complicati tecnicismi, una macchina light field (plenottica) è capace di catturare tutte le variazioni di direzione di ogni raggio di luce presente nella scena (grazie a un sistema di lenti, circa cento nella illum) e trasmetterle ad un processore, capace di tradurre quelle informazioni in nuove possibilità  in  fase di post produzione. In confronto alla fotografia tradizionale, che cattura solo un flusso di luce, la plenottica cattura diversi flussi da differenti prospettive. Tutto ciò si traduce in velocità di scatto, buone immagini anche in condizioni di scarsa luminosità e la peculiare possibilità di mettere a fuoco e/o cambiare leggermente prospettiva dopo l’avvenuta cattura della foto. Unico svantaggio la risoluzione non troppo alta.

i primi passi

Nel 2011, Lytro ha prodotto la propria fotocamera tascabile. untitled
La Lytro light-field camera la prima generazione di fotocamera plenottica portatile capace di catturare immagini rifocalizzabili in post produzione. Disponibile al pubblico dal 19 ottobre 2011, in due versioni da 8 e 16 GB di storage interno. In questo modello delle apposite lenti sono in grado di catturare 11 milioni di raggi di luce. Scatta in formato quadrato creando un’immagine a 1080*1080 pixel circa 1.2 megapixel. Prezzo di listino 399 dollari.

LYTRO | ILLUM non solo massa

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Nell’aprile 2014 Lytro presenta la seconda fotocamera, stavolta simile a una tradizionale reflex. Corpo in magnesio. Obbiettivo in alluminio anodizzato con zoom ottico 8x da 30-250 mm e con apertura fissa di f/2.0. Il sensore, rinnovato, cattura 40 milioni di raggi di luce. Macro 1:3, focus a 0 mm dalla parte anteriore della lente. Scatta a 2500*1738 pixel circa 4,3 megapixel. Il grip è avvolto in silicone. Processore Qualcomm Snapdragon 800. Display LCD touchscreen da 4″  risoluzione 480*480 inclinato verso il basso poiché (illum non è dotata di mirino) scattando da display si tende a mantenere la fotocamera sotto il livello degli occhi. Connettività Wi-Fi per la condivisione online. Slot per schede SD e porta usb 3.0 standard. Software di elaborazione (Desktop) compatibile con i noti Adobe Photoshop e Lightroom. Disponibile da Luglio 2014, prezzo di listino 1.599 euro.

Specifiche complete: https://www.lytro.com/camera/specs/

la novità è qui

Una simulazione di ciò che è possibile fare in post produzione, modificando messa a fuoco, zoom e prospettiva.

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I comandi sono semplici: play per far partire la simulazione in automatico. Altrimenti un clic su una parte dell’immagine per il refocus, un clic e trascina per il cambio prospettiva doppio clic per lo zoom.

* in a different light

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Official site: https://www.lytro.com/

iPhone6 e Apple Watch.

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Se ne parla da mesi, finalmente è arrivato, in coppia al proprio wearable tech.

dove e come

Il mercato della “tecnologia indossabile” è aperto e le vetrine ancora da riempire, apple vi entra in tempo ma senza grosse novità con il suo Apple Watch. Compagno di viaggio il nuovo iphone 6 e la variante 6 plus che, in questo caso, introduce la società di cupertino alla competizione con le major, offrendo uno smartphone dalle dimensioni più generose e confrontandosi con molti phablet già in commercio.

ecco a voi “iPhone6”

Il display, multi-tuoch da 4,7 e 5,5 pollici per uno spessore di rispettivamente 6,9 mm e 7,1mm. Nuova fotocamera iSight da 8MP con Focus Pixels  sistema operativo iOS 8. Teconologia 4g LTE  e batteria due volte più potente rispetto a quella del 5 s, 19 ore di autonomia rispetto alle vecchie 10. Ritorna il touch-id. Finora specifiche di adeguamento, le novità risiedono nell’ app apple-pay, in coppia alla tecnologia NFC compatibile solo con la suddetta app etc. Apple r-innova.hero_large

ci siamo “Apple Watch”

Display da 1.3 e 1,5 pollici. Tre varianti Apple Watch, Apple Watch Sport, e Apple Watch Edition, quest’ultimo con cassa in oro 18 carati. Messaggi, telefono, mappe. Siri è integrata. Un pacchetto Fitness tracker completo di tutti i sensori utili. La digital crown, ispirata agli orologi analogici offre un nuovo tipo di interazione. Retro compatibile, esclusi 4s e 4. La funzione “glances” (sguardi) permette una rapida visualizzazione delle informazioni. Ricarica wirless etc. Certe funzioni riproposte in chiave Apple.

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sostanzialmente

Apple è sinonimo di design, la mission è raggiungere un target di fascia medio-alta che apprezzi l’eleganza e la semplicità. Nelle ultime mosse però, vedi iphone5c fascia economica per gli standard apple, la scelta, nell’utilizzo di materiali “poveri” come il policarbonato e le molte varianti cromatiche, è sinonimo di evoluzione dell’offerta che il CEO Tim Cook trasmette all’attuale apple watch con tutte le possibili combinazioni a disposizione, dai materiale ai colori.

novità in casa

Apple quindi fa il suo gioco, gettando le fondamenta per un gadget che vede già altri protagonisti sul mercato. Il parco della tecnologia indossabile si compone di diversi modelli e marchi, con funzionalità organizer o fitness. Apple Watch si colloca nel proprio settore,  ovvero quello del gadget raffinato e funzionale pronto a diventare un oggetto di culto, economicamente, abbordabile. Prezzo base 349 dollari.

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